Progetto Novecento

 

Si fornisce qui la traduzione della parte introduttiva del documento pubblicato dall'ufficio storico della CIA nel 1969. La traduzione integrale è in preparazione.

COMMENTO DELLO STORICO

Questo documento, intitolato Rovesciamento del Premier dell'Iran Mossadeq, fu scritto nel marzo 1954 dal Dr. Donald N. Wilber, che ebbe un ruolo attivo nell'operazione. Lo studio fu scritto perché sembrò utile avere una testimonianza di un'imponente operazione preparata, mentre i documenti erano immediatamente a disposizione e la memoria del personale coinvolto in quest'attività era ancora fresca. Inoltre è sembrato consigliabile allargare l'efficienza di alcune conclusioni ottenute dopo queste azioni, sotto forma di raccomandazioni applicabili a operazioni parallele future.
I documenti pertinenti all'operazione descritta in questo studio fanno parte del progetto TPAJAX e sono conservati dal Ramo Iran della Divisione Asia del Nord Est e del Sud.
Tutti i nomi propri menzionati in questo documento sono stati controllati per garantire accuratezza e completezza. È stato fatto un grande sforzo per fornire il nome e le iniziali dei secondi nomi di ogni individuo. L'omissione di qualsiasi nome o iniziali indica che non è stato possibile trovare tale informazione.

Dean L, Dodge
NE Division
Historical Officer
marzo 1969

 

[ La storia segreta della C.I.A. riguardante il colpo di Stato del 1953 in Iran era un documento di quasi 200 pagine, comprendenti il resoconto dell'autore e una serie di documenti di progettazione da lui allegati. Il New York Times on the Web sta pubblicando l'introduzione e molti dei documenti di progettazione. Ma il Times ha deciso di non pubblicare il corpo del documento dopo aver consultato storici prominenti che credevano che coloro che erano nominati come agenti stranieri avrebbero corso gravi rischi e sarebbero stati puniti in Iran.

Dato che il sommario iniziale e il corpo del documento sono inconsistenti per quanto riguarda alcune date e fatti, i lettori potrebbero notare delle discrepanze tra i resoconti. Nel suo rapporto, il Times si è affidato a dei dettagli del documento della C.I.A. non pubblicato qui. Inoltre alcuni nomi e descrizioni che permettono l'identificazione sono stati rimossi dai documenti disponibili su l Web]

 

SOMMARIO

Alla fine del 1952, era diventato chiaro che il governo Mossadeq in Iran era incapace di raggiungere un accordo sul petrolio con i paesi occidentali interessati; stava raggiungendo uno stadio avanzato di finanziamento illegale del deficit; stava ignorando la costituzione iraniana, prolungando la carica del Premier Mohammed Mossadeq; era motivato soprattutto dalla sete di potere di Mossadeq; era governato da una politica irresponsabile basata sull'emozione; aveva indebolito l'esercito dello Shah e quello iraniano a un livello pericoloso; e aveva collaborato strettamente con il Partito Tudeh (Comunista) dell'Iran. Visti questi fattori l'Iran è stato considerato nel grave pericolo di cadere dietro il Sipario di Ferro; e se ciò accadesse rappresenterebbe una vittoria per i Sovietici nella Guerra Fredda e un notevole contrattempo per l'Occidente nel Medio Oriente. Nessuna azione di rimedio, che non fosse il piano d'azione velato presentato qui sotto, poté essere trovato per migliorare la situazione.
L'obiettivo del progetto TPAJAX era causare la caduta del governo Mossadeq per ristabilire il prestigio e il potere degli Shah; e per sostituire il governo Mossadeq con un altro che avrebbe governato l'Iran seguendo una politica costruttiva. In particolare, lo scopo era quello di portare al potere un governo che potesse raggiungere un accordo equo riguardo al petrolio, che rendesse l'Iran economicamente buono e finanziariamente avanzato, che perseguitasse vigorosamente il Partito Comunista, pericolosamente potente.
Una volta che era stato stabilito definitivamente che la permanenza del governo Mossadeq era contraria agli interessi americani e che la CIA era stata informata dal Segretario di Stato nel marzo 1953, quest'ultima cominciò a preparare un piano col quale si potevano raggiungere gli obiettivi sopra esposti mediante un'azione segreta. Una stima intitolata "Fattori coinvolti nel rovesciamento di Mossadeq" fu completata il 16 aprile 1953. Fu qui stabilito che il rovesciamento di Mossadeq era possibile tramite operazioni segrete. In aprile fu deciso che la CIA avrebbe condotto le operazioni insieme al British Secret Intelligence Service (SIS). Per la fine di aprile fu stabilito che ufficiali della CIA e della SIS avrebbero architettato un piano a Cipro che sarebbe stato portato ai quartieri generali della CIA e della SIS, al Dipartimento di Stato e al Ministero degli Esteri per l'approvazione finale. Il 3 giugno 1953, l'ambasciatore statunitense Loy Wesley Henderson arrivò negli Stati Uniti dove fu pienamente consultato riguardo agli obiettivi e agli scopi suddetti così come alle intenzioni di utilizzare mezzi segreti per ottenere gli obiettivi e gli scopi.
Il piano fu completato per il 10 giugno 1953 quando Kermit Roosevelt, comandante della Divisione del Nord Est e dell'Africa (che portava con sé le opinioni del Dipartimento di Stato, della CIA e dell'ambasciatore Henderson), Roger Gorian, capo della base CIA dell'Iran e due ufficiali della CIA, preparatori dell'operazione, si incontrarono a Beirut per considerare il piano. Con cambiamenti di minima entità la proposta di operazione fu sottoposta alla SIS a Londra il 14 giugno 1953.
Il 19 giugno 1953 a Washington, il piano operativo finale, su cui si erano trovati d'accordo Roosevelt per la CIA e i servizi d'intelligenza britannici, fu sottoposto per l'approvazione al Dipartimento di Stato, al direttore della CIA Allen W. Dulles e all'ambasciatore Henderson. Contemporaneamente l'SIS lo sottopose al Ministero degli Esteri britannico. Il Dipartimento di Stato voleva essere sicuro di due cose prima di dare il via libera:

1.che il Governo degli Stati Uniti potesse fornire un aiuto adeguato al Governo iraniano successivo mantenendolo finché fosse raggiunto un accordo sul petrolio;

2.che il Governo britannico con uno spirito di buona volontà ed equità mettesse giù per iscritto l'intenzione di raggiungere presto un accordo sul petrolio con il successivo Governo iraniano.

Il Dipartimento di Stato fu soddisfatto in entrambi i punti.
A metà luglio 1953, il Dipartimento di Stato e il Ministero degli Esteri britannico diedero l'autorizzazione di completare il progetto TPJAX e il direttore della CIA ottenne l'approvazione del Presidente degli Stati Uniti. La SIS con la cooperazione del direttore della CIA e dell'ambasciatore Henderson, propose che Roosevelt assumesse il comando dell'ultima fase dell'operazione a Teheran. Fu stabilito da [ ] che sarebbe stato consigliabile posporre a termine operazione il ritorno in Iran da Washington dell'ambasciatore Henderson. Fu preparato, con l'aiuto della SIS il trasporto dell'ufficiale della CIA a Cipro, dove avrebbe potuto mantenere i contatti con Washington. Un sistema di comunicazione a tre linee fu predisposto dalla CIA tra Teheran, Cipro e Washington. Il periodo scelto per l'operazione fu la metà d'agosto.
In Iran, fu organizzata una campagna di propaganda intensiva mediante la stampa, il volantinaggio, e il clero di Teheran, mirata all'indebolimento del governo Mossadeq in qualsiasi maniera possibile. Negli Stati Uniti, ufficiali di alto rango avrebbero rilasciato delle dichiarazioni volte a fare perdere qualsiasi speranza al Premier Mossadeq di appoggio economico statunitense e cancellare, davanti al pubblico iraniano, il mito secondo il quale gli Stati Uniti sostenevano il suo regime.
Fu scelto come suo successore il Generale Faztollah Zahedi, antico membro del gabinetto di Mossadeq, e unico personaggio di una certa rilevanza che si era costantemente opposto a Mossadeq. La CIA avrebbe avvicinato Zahedi, spiegandogli la nostra operazione e l'intenzione di installarlo come primo ministro. Avrebbe dovuto nominare un segretariato militare con il quale la CIA avrebbe concluso un piano d'azione dettagliato.
La cooperazione dello Shah era considerata sin dall'inizio una parte fondamentale del piano. La sua collaborazione era necessaria per assicurare le azioni richieste ai presidi militari di Teheran e per legalizzare la successione di un nuovo primo ministro. Dato che lo Shah si era dimostrato un uomo indeciso, fu stabilito che le pressioni per indurlo alla cooperazione sarebbero state del seguente tipo:

1.La sorella energica e dinamica dello Shah, la Principessa Ashraf Pahlavi, sarebbe venuta dall'Europa per convincere lo Shah a congedare Mossadeq. Avrebbe detto che era stata contattata da ufficiali statunitensi e britannici che gliel'avevano richiesto.

2.Furono avviati i preparativi per la visita in Iran dell'antico capo dell'US Gendarme Missioft, il Generale H. Norman Schwarzkopf, ammirato e rispettato dallo Shah. Schwarzkopf avrebbe dovuto proporre il progetto e fargli sottoscrivere dei firmani (decreto reale) che congedassero Mossadeq, nominassero Zahedi e si appellassero alla fedeltà dell'esercito alla Corona.

3.Il principale agente indigeno, che avesse dei buoni rapporti con lo Shah, avrebbe dovuto rinforzare il messaggio di Schwarzkopf, assicurandolo che si trattava di un'azione alleata degli USA e del UK.

4.Dopo l'ottenimento di risultati dalle operazioni precedenti, Roosevelt, in quanto rappresentante del Presidente degli Stati Uniti, spingerebbe lo Shah a firmare i suddetti firmani. Appena ricevuti, i firmani sarebbero rilasciati dalla CIA a Zahedi.

Con la collaborazione del Dipartimento di Stato, la CIA inserì nei maggiori giornali e riviste americane diversi articoli, che, riprodotti in Iran, ebbero l'effetto psicologico desiderato e contribuirono ad accrescere la tensione attorno a Mossadeq.
Infine, il 15 agosto 1953, dopo insistenti pressioni da parte della Principessa Ashraf e dopo diversi incontri con Roosevelt, lo Shah firmò i firmani richiesti. L'azione era prevista per il 16 agosto, ma a causa di una mancanza di sicurezza nell'esercito iraniano, il capo delle guardie del corpo dello Shah assegnato alla cattura di Mossadeq con l'aiuto di due camionette di soldati, fu sopraffatto da forze armate superiori che erano ancora fedeli a Mossadeq. Il bilancio delle azioni di quel giorno fu dunque deludente. Avendo sentito che il piano era fallito, lo Shah volò a Bagdad. Fu un'azione compiuta per prudenza e in parte prevista dal piano. Zahedi rimase sotto la custodia della CIA. Con i suoi ufficiali chiave, si sottrasse alle forze di sicurezza di Mossadeq che stavano cercando di scoprire i maggiori elementi di opposizione.
Nel primo pomeriggio del 17 agosto 1953, l'ambasciatore Henderson ritornò a Teheran. Il Generale Zahedi, tramite una conferenza stampa segreta organizzata dalla CIA, annunciò all'Iran che era legalmente primo ministro e che Mossadeq aveva tentato un colpo di Stato illegale contro di lui. Agenti della CIA distribuirono grandi quantità di fotografie dei firmani che nominavano Zahedi primo ministro e congedavano Mossadeq. Questo fatto ebbe un tremendo impatto sugli abitanti di Teheran che si erano già arrabbiati quando avevano capito che lo Shah era stato obbligato ad abbandonare l'Iran a causa delle azioni di Mossadeq. L'ambasciatore statunitense a Bagdad Burton Y. Berry contattò lo Shah è dichiarò che sarebbe tornato probabilmente presto in Iran, nonostante la situazione a lui apparentemente avversa in quel periodo. Lo Shah fu anche contattato quando, lasciata Bagdad, era a Roma. Roosevelt e la base riferivano continuamente che la vittoria apparente di Mossadeq stava finendo; che c'erano segnali molto concreti che l'esercito era sempre fedele allo Shah e che un rovesciamento favorevole della situazione era possibile. La base spinse insistentemente sia il Ministero degli Esteri britannico, sia il Dipartimento di Stato ad impegnarsi affinché lo Shah rilasciasse dichiarazioni pubbliche incoraggiando l'esercito e la popolazione a rifiutare Mossadeq e accettare Zahedi come primo ministro.
Il 19 agosto 1953 ci fu una manifestazione pro-Shah, che ebbe origine nelle zone del bazar e raggiunse notevoli dimensioni. Sembrò che la manifestazione fosse cominciata in parte spontaneamente, prova dell'enorme prestigio dello Shah e l'allarme generale di fronte a un evidente movimento repubblicano iniziato dai Comunisti e da alcuni National Frontists. L'esercito si unì molto presto al movimento pro-Shah e da mezzogiorno di quella giornata diventò chiaro che Teheran, come altre zone provinciali, era controllata da gruppi di strada pro-Shah e da unità dell'esercito. La situazione era tale che il piano sopra descritto non poté essere completato. Al segnale della base, Zahedi uscì allo scoperto per guidare il movimento. Annunciò subito, tramite Radio Teheran, che il governo era suo. Gli uffici organizzativi del governo furono occupati, la casa di Mossadeq sventrata e i politici e gli ufficiali pro-Mossadeq arrestati. Dalla fine del 19 agosto il paese era nelle mani del nuovo Premier Zahedi e i membri del governo Mossadeq erano o nascosti o incarcerati.
Lo Shah tornò subito dopo in Iran, dove fu accolto a furor di popolo. Fu profondamente commosso dal fatto che la sua gente e il suo esercito si erano ribellati in una situazione a loro avversa contro un Mossadeq vendicativo e un Partito Comunista che con una vittoria temporanea si stava chiaramente preparando a dichiarare l'Iran una repubblica. Lo Shah sentì per la prima volta che era desiderato dal suo popolo e tornò determinato a riottenere un controllo stabile sull'esercito.
Per dare a Zahedi un immediata assistenza finanziaria per potere pagare gli stipendi prima che gli Stati Uniti potessero dare un aiuto notevole, la CIA rese disponibili $5,000,000 nel giro di due giorni dalla presa di potere di Zehedi.

Traduzione di Luigi Sala (SIE "A. Spinelli")