IL MITO DELLA LIBERTA'

Periodico di controinformazione

a cura delle classi 3 e 4a della Scuola Internazionale Europea "Altiero Spinelli" di Torino

Il "Numero 2" di Il mito della libertà è dedicato alla memoria. Ciò che in queste pagine vogliamo ricordare non è però il nostro passato, ma un presente occultato e lontano, che le ragioni economiche e politiche che guidano i paesi democratici e liberali fanno di tutto per tenere nascosto alle nostre coscienze.

Vi sono attualmente nel mondo più di 20 conflitti di cui l'opinione pubblica occidentale ignora praticamente tutto; e decine di altre situazioni di violenza ed emergenza umanitaria che precisi interessi economici preferiscono sottovalutare. Da questo numero cominciamo a scandagliare questo "sottosuolo" dell'umanità, nel quale miliardi di esseri umani trascinano un'esistenza indegna di questo nome. Invitiamo naturalmente tutti i nostri lettori a segnalarci notizie e fonti informative che possano arricchire la nostra ricerca.

Un altro pesantissimo velo che cercheremo di sollevare è quello che sta cadendo sui crimini contro l'umanità perpetrati dal regime comunista cinese. Per il mondo occidentale è tempo di affari, e il mercato cinese si presenta come la più grande occasione di espansione economica dall'età del colonialismo in qua. Meglio dunque chiudere gli occhi su quanto avviene in quella polveriera di contraddizioni e umane sofferenze.

La gravità di questa situazione è peraltro efficacemente esposta in una recente pubblicazione del politologo e giornalista tibetano Jamyang Norbu: Buying the Dragon's teeth. Di questo saggio pubblichiamo - autorizzazione richiesta all'editore "High Asia" - la prima parte: 3 ragioni per non comprare prodotti "Made in China".

Guerre e mercato: crimini contro l'umanità compiuti contro comunisti e da comunisti (o sedicenti tali). Siamo proprio sicuri che il XX secolo sia davvero finito?

 

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