Progetto Novecento

1941

Gennaio.
L’ambasciatore USA a Tokyo informa il suo governo che lo Stato Maggiore Imperiale nipponico starebbe approntando piani d’attacco contro le basi aeronavali americane nel Pacifico, e in primo luogo menziona esplicitamente Pearl Harbor. L’avvertimento pare cadere nel vuoto.

Il 6 il presidente F.D. Roosevelt enuncia la Dichiarazione sulle Quattro libertà nel Discorso sullo Stato dell’Unione.

Febbraio.
Il 4 gli Stati Uniti istituiscono l’USO (United Service Organization) per il sostegno delle truppe impegnate nelle operazioni all’estero.

Marzo.
L’11 Roosevelt sigla la Legge sugli Affitti e Prestiti, che consente di assegnare in prestito agli alleati rifornimenti provenienti dall'industria bellica americana.

Aprile.
Visita in URSS del ministro degli esteri giapponese. Il 13 URSS e Giappone firmano un patto di neutralità.

Maggio.
Il 21, lungo le coste dell’Atlantico, prendono inizio gli attacchi al naviglio commerciale americano da parte dei sommergibili tedeschi.

Il 27 il presidente Roosevelt proclama l’"emergenza nazionale".

Giugno.
Invasione tedesca della Russia (Operazione Barbarossa). L’esercito sovietico non è colto del tutto impreparato: contro le Panzerdivisionen della Wermacht, Stalin può schierare i formidabili carri T34 e i lanciarazzi Katiusa, che nel giro di pochi mesi si riveleranno decisivi nel rapporto di forza con le truppe tedesche.

Luglio.
Il 7 forze armate statunitensi sbarcano in Islanda per prevenire un’invasione tedesca.

Il 26, in risposta all'occupazione giapponese dell'Indocina francese, Roosevelt ordina la confisca di tutti i capitali giapponesi in USA.

Agosto.
Il giorno 9, nell’isola di Terranova, Roosevelt e Churchill sottoscrivono la Carta atlantica.

Settembre.
Il 16 lo scià dell'Iran è costretto ad abdicare in favore del figlio Mohammad sotto la pressione di Gran Bretagna e URSS.

Ottobre.
Il 30 Roosevelt approva l'assegnazione di 1 miliardo di dollari di aiuti all'URSS per la legge Affitti e Prestiti.

Novembre.
Il giorno 15 Sorge, agente segreto russo all'ambasciata Giapponese, comunica a Stalin che i giapponesi non attaccheranno la  Russia, ma stanno preparandosi per entrare in guerra contro gli Stati Uniti. Stalin può sguarnire tutta la frontiera in Estremo Oriente, 3000 chilometri da Vladivostock alla Mongolia, concentrando le forze per la difesa di Mosca.

Novembre.
Gli USA applicano la Legge Affitti e Prestiti alla Francia Libera.

Il 26 gli USA inviano un Ultimatum al Giappone (Hull note).

Dicembre.
Il 7: attacco a Pearl Harbor. La dichiarazione di guerra del Giappone agli Usa parte il giorno 6, ma si ferma misteriosamente in qualche ufficio. Quando il giorno dopo, alle ore 8,  i rappresentanti diplomatici giapponesi a Washington si recano al Dipartimento di Stato per notificare la rottura delle relazioni tra i due paesi, l’operazione di Pearl Harbor è già iniziata da mezz’ora. Tuttavia i servizi segreti americani avevano intercettato la nota giapponese fin dal giorno prima, e fin dalla sera del 6 dicembre gli Stati Uniti si erano preoccupati di mettere in allerta tutte le loro basi, Pearl Harbor compresa. Ma il segnale d'allerta arrivò alle Hawaii 5 ore dopo l'attacco.

        Un sito statunitense - Mark Willey's Pages - dedicato alla "Cospirazione" presidenziale di Pearl Harbor; una mole impressionante di dati e di fonti ufficiali, compresa la relazione della commissione d'inchiesta, che dimostrerebbero la responsabilità dell'amministrazione Roosevelt nel disastro militare della base hawayana. La tesi dell'autore è tuttavia paradossale: dimostrare che il presidente Roosevelt sarebbe stato un traditore in quanto "comunista", e come tale interessato a portare la guerra a.... Hitler, contro la volontà del popolo americano. Sostanzialmente, questo documento dimostra un'altra realtà degli anni del New Deal: il livello di ostilità che circondò il presidente Roosevelt per la sua politica sociale, e il profondo disinteresse, se non la simpatia, di ampi strati dell'America nei confronti di Hitler. PEARL HARBOR: MOTHER OF ALL CONSPIRACIES

Alcune considerazioni

Il 1941 è un anno-chiave nella storia della II Guerra Mondiale e dei suoi successivi esiti geo-politici. L'aggressione nazista contro l'Unione Sovietica e quella giapponese contro gli Stati Uniti paiono legate, alla luce degli eventi sopra riportati, da un sotterraneo filo conduttore. Alcuni dati ormai accertati sembrano confermare l'ipotesi che l'amministrazione del presidente Franklin Delano Roosevelt non solo fosse a conoscenza dei piani giapponesi per l'invasione del Pacifico, ma che addirittura abbia operato per provocare l'attacco nipponico, in un contesto sociale che vedeva l'opinione pubblica statunitense molto lontana dall'accettare la necessità di un ingresso americano nel conflitto europeo, e in un quadro internazionale di mutamenti politici ed economici che offriva agli Stati Uniti opportunità di espansione e supremazia globale mai prima verificatesi nella storia.
Solo così si spiegano le numerose iniziative politiche e legislative messe in atto da Roosevelt fin dall'inizio dell'anno, tutte mirate alla preparazione di un futuro impegno bellico mai pubblicamente ammesso fino al momento fatale.
Lo stesso si può dire per l'ambiguo comportamento di Stalin nei confronti di Hitler e del Giappone. Il dittatore sovietico firma il trattato di non aggressione con la Germania e contemporaneamente organizza la produzione del più potente tra i mezzi corazzati - il T34 - apparsi su tutti i teatri di guerra, opponendo alla Wermacht una resistenza che stupì tutto il mondo, resa possibile anche dal fatto che egli poteva contare sulla conoscenza delle intenzioni giapponesi di spostare le ostilità dalla Russia verso le innumerevoli isole del Pacifico e le terre dell'Oceano Indiano.
In mezzo, dunque, il Giappone e i suoi nuovi interessi petroliferi e coloniali, che per meglio amministrare le proprie forze non esita a "tradire" le attese di Hitler volte all'annientamento della Russia e a scoprire le proprie carte in una sorta di romanzesco "triplo gioco".
In sostanza, sia gli USA che l'URSS sapevano che prima o poi sarebbero dovuti entrare in guerra, i primi per un preciso calcolo di convenienza (il popolo americano non dimostrò, fino all'ultimo, nessun interesse per la tragedia europea e preoccupazione nei confronti del nazismo); la seconda per una oggettiva necessità di difesa. Sia Roosevelt che Stalin apparvero, agli occhi dell'opinione pubblica, trascinati in quella che venne chiamata l'"Olimpiade della morte" contro la loro volontà. Sia l'uno che l'altro seppero dunque fare di necessità virtù, ed è presumibile che il loro accordo politico fosse basato su una reciproca esigenza di intesa e collaborazione, a prescindere dalle attese e dalle ragioni di Churchill e dell'Europa.

 

Continua per l'anno 1942