Progetto Novecento

1942

Gennaio.
Il primo dell'anno viene utilizzata ufficialmente per la prima volta la dicitura "Nazioni Unite" per indicare il patto tra gli Alleati.

Marzo.
L'OSS (Office of Strategic Service, servizio segreto statunitense, progenitore della CIA ) ingaggia Lucky Luciano, boss mafioso, per liberare il porto di New York dalle spie tedesche.

Aprile.
Il 2 aprile giunge al premier inglese Winston Churchill una lettera del presidente Roosevelt in cui si preannuncia l’arrivo nella capitale britannica di Harry Hopkins, eminenza grigia del presidente sul piano della politica estera, e del gen. George Marshall, capo di stato maggiore dell’esercito. “Essi vi sottoporranno” scrive Roosevelt “un piano che, spero, sarà accolto con entusiasmo dalla Russia...” Si tratta del progetto di aprire un secondo fronte Francia.  

Giugno.
In Italia si costituisce, tra le forze antifasciste, il Partito d'Azione. Due sono le correnti che lo compongono, una liberalsocialista, l'altra  di Giustizia e Libertà. Si elabora un programma per la costruzione di uno Stato postfascista, mirato a una economia mista e alla nazionalizzazione dei grandi monopoli industriali e finanziari. Fra i massimalisti Nenni, fra i riformisti Sandro Pertini.

Agosto.
De Gasperi stabilisce il programma per un partito antifascista di ispirazione cristiana. La “Democrazia Cristiana” uscirà dalla clandestinità il 25 Luglio del '43, con l’affissione di un milione di manifesti sui muri d'Italia.

Nello stesso mese si coagulano anche le forze di sinistra, ormai in vista di un possibile crollo del fascismo. Sono soprattutto quelle del partito comunista, clandestinamente attive sul territorio nazionale. Escono i primi numeri de L’Unità.

Settembre.
Nasce in Sicilia il Movimento Indipendentista: la sinistra è guidata da Antonio Canepa, la destra è legata ai latifondisti e alla mafia.

Dicembre.
Il giorno 2 ha inizio il Progetto Manhattan: all'Università di Chicago, una squadra guidata da Enrico Fermi dà inizio alla prima reazione a catena nucleare controllata (al presidente Roosevelt viene spedito un messaggio in codice: “Il navigatore italiano è sbarcato sul nuovo mondo”).

Alcune considerazioni

Il 1942 passa decisamente "in sordina" sul fronte politico, mentre su quello bellico si consumano due decisivi disastri per l'esercito tedesco: la sconfitta di Rommel nell'Africa del nord e il fallimento del piano di invasione dell'URSS. E se i grandi capi di Stato, come Roosevelt e Churchill, possono cominciare a valutare seriamente la possibilità di una sconfitta dell'Asse (gli USA già pensano alla bomba atomica), i nuovi politici italiani "fiutano" in qualche modo che il vento sta cambiando, e che è giunto il momento di prepararsi al confronto diretto col nemico.
Gli USA devono ancora assorbire l'impatto disastroso con la forza d'invasione messa in campo dal Giappone e, contemporaneamente, prepararsi a una gigantesca operazione finanziaria di sostegno verso l'Unione Sovietica. A tale scopo attuano il più grande investimento industriale della loro storia, quello che avrebbe poi posto le basi della politica economica della più grande potenza del periodo post bellico. Proprio per questo, F.D. Roosevelt comincia a operare sul piano diplomatico per segnare in modo discreto ma inequivocabile la leadership del suo paese in un panorama internazionale ripulito dall'orrore nazista. L'idea di un consesso di nazioni unite sotto i valori della pace e della libertà, matura infatti nell'ambito della convinzione anglo-americana che la vittoria avrebbe insignito le grandi potenze di un'autorità non solo militare ma anche morale e politica.
Per il presidente americano il problema è stato, fin dall'inizio, non quello di vincere (chi mai avrebbe potuto fermare una potenza economica e militare come quella statunitense, resa inoltre "invulnerabile" dal suo stesso isolamento geografico?), ma di come gestire la vittoria nel modo più vantaggioso.

Continua per l'anno 1943