Gennaio.
Conferenza di Casablanca. Il presidente Roosevelt e il primo ministro Churchill
decidono l’apertura del fronte europeo contro Hitler a partire dall’Italia
meridionale, il "ventre molle d’Europa". Diverse sono le valutazioni e gli
interessi in gioco tra Stati Uniti e Gran Bretagna, ma comune è la
consapevolezza che l’invasione della Penisola avrebbe favorito la caduta del
fascismo.
Tra gennaio e febbraio "la mafia collabora con gli agenti segreti USA
infiltrati in Sicilia per preparare lo sbarco alleato" [Da: R. Di Giovacchino,
Il libro nero della Prima Repubblica, Fazi editore, pag. 407].
Vedi la nota di Nicola Tranfaglia.
Febbraio.
Il comandante in capo dell’U.S. Army Special Brench (una divisione del Military
Intelligence del Dipartimento della Difesa), colonnello Carter Clarke, viene
informato in modo ufficioso che l’URSS sarebbe stata interessata a un armistizio
con la Germania. L’eventualità di un accordo non viene sottovalutata dai comandi
strategici USA; è così costituita un’unità di spionaggio con il compito di
decodificare la corrispondenza fra le delegazioni sovietiche in USA e Mosca. Il
primo febbraio iniziano le operazioni di quello che fu identificato come "the
Russian problem" e che, nel 1961, diventerà il progetto VENONA, il più complesso
e articolato apparato di spionaggio elettronico a danno dell’Unione Sovietica.
Il progetto «ricoprì un ruolo fondamentale per neutralizzare le reti
spionistiche sovietiche presenti negli Stati Uniti nel periodo postbellico,
comprese quelle che cercavano di carpire i segreti della bomba atomica» [J.
Bamford, L’orecchio di Dio, Fazi editore, trad. di R. Masini, pag. 30].
Per l'ulteriore approfondimento di questo dato rinviamo al documento
di Matteo Sommaruga, tratto dal sito
http://www.cronologia.it/mondo24bb.htm.
Nel mese di dicembre una nota riservata dei
servizi segreti americani descrive la posizione del Vaticano in merito alla
questione.
Un gruppo di una dozzina di agenti dell'OSS reclutato tra agenti americani di origine siciliana, diretto da Earl Brennan, inizia ad Algeri la preparazione dello sbarco in Sicilia con la collaborazione di elementi di spicco della mafia italo-americana fra cui Lucky Luciano. Agenti speciali reclutati fra gli italo-americani vicini alla mafia vengono infiltrati in Sicilia nei mesi precedenti lo sbarco.
Marzo.
Un'ondata di scioperi investe l'Italia del nord. Pur causati da
rivendicazioni di tipo economico, gli scioperi assumono un immediato significato
politico di protesta contro la guerra e di sfiducia nel fascismo. A coordinare
la lotta é la sinistra comunista, l'unica a vantare una efficiente
organizzazione antifascista nel Paese.
Aprile.
L'alta borghesia e i vertici industriali con Volpi di Misurata, Agnelli,
Donegani, ma soprattutto Pirelli stabiliscono contatti con le forze antifasciste
sia all'interno del Paese che all'estero per condurre un'azione che possa
portare alla fine della guerra subito dopo aver rovesciato il fascismo e lo
stesso Mussolini.
Luglio.
Americani e inglesi sbarcano in Sicilia il 9 Luglio 1943. La mafia facilita lo sbarco e riceve, in compenso il potere locale. I mafiosi sono nominati sindaci (il 90% dei comuni siciliani è governato da boss mafiosi) assicurando l'ordine alle spalle delle truppe alleate che avanzano verso nord. Con tale alleanza la mafia recupera rapidamente le posizioni che aveva perduto con il fascismo. Si consolida anche il già stretto rapporto fra delinquenza siciliana e gangsterismo italoamericano. Famosi gangster italo-americani quali Vito Genovese e Lucky Luciano si vedono circolare in uniforme dell'esercito americano ed esercitare funzioni pubbliche di rilievo nell'amministrazione alleata d'occupazione. Come prima "operazione speciale" dei servizi strategici americani in Sicilia, un gruppo degli agenti segreti di origine siciliana, con alla testa Max Corvo e Vincent Scamporino , sbarca sull'isola di Favignana per rimettere in libertà i mafiosi imprigionati.
Per aprofondire, vedi il documento tratto dal sito Stragi di Stato.
Il 26, a Caltanissetta, su consiglio del vescovo, gli alleati nominano prefetto Arcangelo Cammarata, presidente della giunta diocesana di Azione cattolica e presidente dell'Ente fascista di zona per le casse rurali.
Il 28 esce in Sicilia il "manifesto separatista", che chiede agli Alleati di
riconoscere l’Isola come Stato sovrano indipendente a regime repubblicano.
Max Mugnani, noto trafficante di stupefacenti, è nominato depositario dei magazzini farmaceutici americani in Italia.
Agosto.
"Il comando militare USA insedia mafiosi e massoni come sindaci nel 90 per cento
dei comuni di Sicilia" [Di Giovacchino, cit.]
5 agosto. «Winston Churchill scrive al presidente degli Stati uniti, Franklin Delano Roosevelt: "Il fascismo in Italia è morto, ogni traccia ne è stata spazzata via. L'Italia è diventata rossa da un giorno all'altro. A Torino e a Milano dimostrazioni comuniste hanno dovuto essere soffocate dalle forze di polizia. Vent'anni di fascismo hanno cancellato la classe media. Non è rimasto nulla tra il Re e i patrioti che si sono schierati intorno a lui e che hanno il completo controllo della situazione, e il bolscevismo rampante"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].
16 agosto. «Il re Vittorio Emanuele III scrive al maresciallo Pietro Badoglio, capo del governo, per indurlo a bloccare il processo di epurazione: "L'eliminazione, presa come massima, di tutti gli ex appartenenti al Partito fascista da ogni attività pubblica deve recisamente cessare…Ove il sistema perdurasse, si arriverebbe all'assurdo di implicitamente giudicare e condannare l'opera stessa del Re"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].
Il 21 agosto, «l'Oss, nel rapporto B-87 dedicato a "I comunisti e la crisi italiana ", scrive: "La nuova linea seguita dai leader comunisti italiani negli Stati uniti mostra l'opportunismo che ha caratterizzato sin dal 1935 le direttive di Mosca ai suoi seguaci negli altri paesi, in contrasto alla qualità categorica del programma rivoluzionario di 25 anni fa, quando una situazione come quella italiana avrebbe indotto all'installazione dei soviet e alla ricostruzione della società su basi marxiste. Adesso, nella nuova visione comunista, la struttura esistente della società deve essere mantenuta e la parola ‘democrazia ‘ viene usata di continuo… I comunisti italiani negli Stati uniti hanno dimostrato ormai da tempo la propria prontezza a collaborare quasi ad ogni angolo ove possano trovare un minimo di disposizione a cooperare con loro. Una volta sono stati in contatto attivo con personaggi orientati in senso fascista come Generoso Pope, l'editore de ‘ Il Progresso italo- americano'. Lo scorso anno hanno abbracciato il leader del Partito repubblicano Randolfo Pacciardi; e la società Mazzini si è divisa proprio nel votare sull'accettazione da parte di Pacciardi della collaborazione con i comunisti. Un'altra volta uno dei leader comunisti si è addirittura dichiarato pronto ad accettare il conte Sforza come capo di un Comitato italiano nazionale"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].
Settembre.
Dopo l'8 settembre. Edgardo Sogno, ex ufficiale del corpo volontario fascista nella guerra di Spagna, viene arruolato nello Special Operations Executive (SOE) il servizio segreto militare britannico. Svolgerà una funzione di collegamento con le brigate partigiane operanti nel nord Italia.
Il Corriere della Sera del 16 settembre pubblica una corrispondenza dall'estero, secondo la quale
sarebbe stata intenzione di Roosevelt prelevare Mussolini dalla sua "prigione"
del Gran Sasso e condurlo a Washington, con un evidente scopo propagandistico,
sia nei confronti dell’Italia che delle prossime elezioni americane.
«Il presidente americano Franklin Delano Roosevelt scrive al premier britannico Winston Churchill: "La popolazione italiana deve essere trattata bene, ma il capo dei diavoli (Mussolini – ndr) deve esserci consegnato insieme con i principali complici dei suoi crimini". Nella stessa giornata, Churchill invia la sua risposta: "Se i capi fascisti cadessero nelle nostre mani decideremo come trattarli consultandoci con gli Stati uniti e, dopo esserci accordati con loro, con l'Unione sovietica. Qualcuno potrebbe preferire una esecuzione immediata e senza processo, salvo che per scopi di identificazione. Altri preferirebbero che fossero segregati fino alla fine del conflitto in Europa e che la loro sorte fosse decisa insieme con quella degli altri criminali di guerra. Personalmente sono abbastanza indifferente su questo punto, purché nessun solido vantaggio militare sia sacrificato a una vendetta immediata".» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani]
14 settembre:
«si svolge, presso il Quartiere generale tedesco, l'incontro fra Mussolini e Hitler. Secondo il resoconto che farà Mussolini a Carlo Silvestri il 9 dicembre 1943, Hitler, dopo aver descritto in quali condizioni avrebbe dovuto ridurre l'Italia dopo il tradimento, gli dice esplicitamente:"…Se voi mi deludete, io devo dare l'ordine che il piano punitivo venga eseguito…L'Italia settentrionale dovrà invidiare la sorte della Polonia se voi non accettate di ridare valore all'alleanza fra la Germania e l'Italia mettendovi a capo dello Stato e del nuovo governo. In tal caso, il conte Ciano non vi sarà naturalmente consegnato: egli sarà impiccato qui, in Germania"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].
Nello stesso giorno,
la marina militare germanica, rappresentata dal capitano di vascello Max Berninghaus, e la X° flottiglia Mas rappresentata dal principe Junio Valerio Borghese firmano un accordo per una reciproca collaborazione nel rispetto dell'indipendenza e autonomia operativa della formazione italiana.
Il 15 settembre
Licio Gelli rientra a Pistoia, al seguito delle truppe tedesche.
17 settembre:
«a Lugano s'incontrano per la prima volta i rappresentanti alleati, John Mc Caffery e Allen Dulles e quelli italiani, Alberto Damiani, Adolfo Tino, Ernesto Rossi e Rodolfo Morandi. Non è mai stato reso noto il contenuto dei colloqui» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].
23 settembre: «Harold MacMillan annota nel suo diario: "Durante la notte sono giunti parecchi ‘urgentissimo' che hanno costituito una sorta di distrazione. Stalin si mostra molto avveduto. E' tutto per il re d'Italia (e per il papa se è necessario) fino a quando collaboreranno a combattere i tedeschi"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].
24 settembre:
a Berlino, il barone von Steengrachtn segretario di Stato al ministero degli Esteri, dopo un incontro con il cardinale Cesare Orsenigo, appunta in una nota: "Il nunzio mi ha detto spontaneamente che secondo la sua opinione solo la Germania e il Vaticano, la prima in ambito materiale, la seconda in quello spirituale, sono nella condizione di contrapporsi al pericolo comunista" [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].
Il 29, a Malta, viene firmato il testo definitivo dell'Armistizio (detto
Armistizio lungo) con alcune condizioni che non verranno rivelate fino alla
fine del conflitto. Nei fatti, si tratta di una "resa senza condizioni".
Tra luglio e settembre,
«i Tribunali militari (che hanno sostituito il Tribunale speciale) giudicano 3.500 lavoratori, con condanne che vanno dai 6 mesi a 18 anni di reclusione. 35.000 sono le persone complessivamente arrestate e poi prosciolte in istruttoria; mentre ammontano a 93 morti e 536 feriti le vittime della violenza militare e poliziesca contro le manifestazioni spontanee di antifascismo, di cui 83 morti e 308 feriti concentrati nel periodo 26-30 luglio, quattro giorni, compresi i pochissimi casi di resistenza fascista al colpo di stato monarchico» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].
Il cardinale Francis Spellman, arcivescovo di New York, s'incontra privatamente con il presidente Roosevelt, stilando poi un resoconto della conversazione: "La Cina avrà l'Estremo Oriente – dice il presidente americano – gli Stati uniti il Pacifico, l'Inghilterra e la Russia l'Europa e l'Africa. Gli Stati uniti avranno poca influenza sul continente (europeo)…La Russia predominerà in Europa trasformando l'Austria, l'Ungheria e la Croazia in protettorati. Gli Stati europei dovranno sottomettersi a grandi cambiamenti per adattarsi alla Russia, ma in dieci o vent'anni spera che l'influenza europea renderà i russi meno barbari" [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].
Ottobre
Il giorno 8, la segreteria di Stato vaticana registra la risposta della Legazione britannica circa un possibile intervento a favore degli ebrei polacchi, come richiesto dal rabbino Herzog, che suggerisce di interessare direttamente il governo inglese. Un funzionario della Segreteria di stato propone di non dare corso al suggerimento: "Non so se convenga interessare monsignor Delegato apostolico. Allo stato attuale delle cose non mi sembrerebbe opportuno…Conviene forse attendere". Il cardinale Maglione accetta il suggerimento e postilla di suo pugno: "Attendere" [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].
15 ottobre:
«nel documento "Political dilemma in Italy", l'Oss osserva: "L'impiego di un movimento clandestino è del tutto incompatibile con il persistere nel mantenimento dello status quo politico e sociale. Una lotta partigiana in uno Stato fascista è sostanzialmente una lotta rivoluzionaria. Il suo obiettivo è il sovvertimento della struttura esistente…I movimenti partigiani, se persuasi che gli eserciti anglo- americani intendono unicamente restaurare una versione più o meno riveduta e corretta del vecchio regime, si rivolgeranno inevitabilmente agli unici disposti ad aiutarli nella loro missione di ricostruzione sociale: vale a dire, all'Unione sovietica. E la posta in gioco non è solamente l'Italia bensì l'intero sistema di alleanze politiche tra i movimenti clandestini dell'intera Europa"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].
28 ottobre:
«a Roma, l'ambasciatore tedesco presso il Vaticano, Ernst von Weizsacker, invia una lettera al ministero degli Esteri a Berlino nella quale pone in rilievo il comportamento del Papa dinanzi alla retata degli ebrei romani: "Benché premuto da più parti, il Papa non si è ancora lasciato trascinare ad alcuna riprovazione dimostrativa a proposito della deportazione degli ebrei di Roma. Sebbene egli debba aspettarsi che un tale atteggiamento gli sia rinfacciato dai nostri nemici e che venga sfruttato dagli ambienti anglosassoni nella loro propaganda contro il cattolicesimo, egli ha nondimeno fatto il possibile in questo delicato problema per non mettere alla prova le relazioni con il governo tedesco e le rappresentanze tedesche di Roma» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].
Novembre.
Il 22 si apre la Conferenza del Cairo, tra Roosevelt, Churchill e il presidente
del Partito nazionalista cinese Chiang Kai-Shek, per discutere dell’imminente
attacco al Giappone.
28 novembre:
Conferenza di Teheran tra Roosevelt, Churchill
e Stalin.
Dicembre.
In Jugoslavia, il maresciallo Tito proclama il governo democratico provvisorio
in esilio.
Finisce negli Stati Uniti la "Grande depressione": il presidente Roosevelt
chiude il Works Progress Administration.
4 dicembre: atterra a Valdengo, nel biellese, la missione alleata Rca ‘Loam', composta dal capitano Federico Sircana, dal radiotelegrafista della Marina Luigi Bovati e dal tenente di cavalleria Edgardo Sogno Rata del Vallino.
Il giorno 6 "Calogero Vizzini, l’allora capo della mafia siciliana, partecipa
alla prima riunione clandestina del movimento separatista in difesa dei feudi
agrari" [Di Giovacchino, cit.].
15 dicembre:
a Pistoia, su ordine di Licio Gelli, è compiuta un'operazione di rastrellamento tra gli antifascisti della città, in numero di circa 80.
Il giorno 18 Andrei Wischinsky, ministro degli Esteri di Stalin, a capo di
una missione sovietica visita la Sicilia e s'incontra segretamente con
Montalbano, capo dei comunisti siciliani. Durante il pubblico incontro con
Tasca, svoltosi a Palazzo Pretorio, Wischinsky sottolinea che l'Urss vuole
favorire il passaggio dell'isola dall'amministrazione alleata a quella del
governo Badoglio e si oppone alla concessione dell'indipendenza. Agisce in
questa presa di posizione la volontà dei comunisti di coinvolgere l’isola nel
"vento del Nord" di ispirazione partigiana e repubblicana.
Alcune considerazioni
Dal gennaio del
1943 gli eventi evolvono precipitosamente verso
il capovolgimento dei rapporti di forza. L'anno è infatti caratterizzato dalla
rapida sconfitta dell'Italia e dall'uscita del regime fascista dal quadro
militare internazionale. Proprio gli eventi italiani mettono in luce quale
sarebbe stata la posta in gioco sul nuovo scenario mondiale che la sconfitta
dell'Asse avrebbe determinato.
Lo schema dei fatti appare complesso, ma in realtà il filo conduttore che li
lega è di per sé semplice: Churchill ha ormai compreso che la Germania non può
sconfiggere la Russia, e che per la controffensiva sovietica è ormai solo
questione di tempo. In previsione dell'avanzata dell'Armata Rossa verso la
Germania, il premier britannico ha quindi tutto l'interesse a contrapporre una "controinvasione"
anglo-americana dal Mediterraneo, per sottrarre a Stalin i territori dell'Europa
dell'est. Una tale manovra avrebbe dovuto colpire i tedeschi dai Balcani, per
giungere all'occupazione di Romania e Germania orientale. L'alleato comunista sta
già diventando il futuro avversario.
Roosevelt, al contrario, vede ancora in Stalin un elemento di equilibrio
fondamentale, sia perché Hitler è tutt'altro che finito, sia perché l'alleanza
USA - URSS contro il Giappone gli sembra un fattore strategico determinante. Ed
è quindi intenzionato a "giocare" la partita contro il nazismo sul fronte
occidentale francese, quello più conveniente all'Unione Sovietica.
Alla conferenza di Casablanca, i due statisti si presentano dunque con idee
molto diverse, ma nessuno dei due esce pienamente vincitore dal confronto; anzi:
la decisione lì concordata non risulterà di particolare utilità per gli scopi di
nessuna delle due grandi potenze, e neppure particolarmente dannosa per Hitler,
se non nel lungo periodo. Il piano "Husky" (così fu chiamato il piano di
invasione della Sicilia) si rivelò infatti una manovra più tattica che
strategica, tesa ad impegnare il più a lungo possibile su un terzo fronte le
forze dell'Asse dopo la loro sconfitta in Africa, per dare modo a Stati uniti e
Unione Sovietica di organizzare la grande offensiva finale da est e ovest.
Dal punto di vista dell'Italia, le conseguenze dell'invasione anglo-americana
sono di due tipi: da un lato la caduta del fascismo, che porterà con sé le note
e drammatiche vicende della smobilitazione e della guerra di liberazione
partigiana; dall'altro il determinarsi di una spaccatura ideologica tra nord e
sud della Penisola, con il prevalere delle forze repubblicane di sinistra al
nord e di quelle conservatrici (monarchico-cattoliche) al sud. In questo quadro
si collocano le vicende, fino ad oggi negate alla conoscenza ufficiale degli
storici, legate al movimento separatista siciliano, ai rapporti tra separatismo e
mafia e tra mafia ed eserciti alleati. Di tutto questo ci occupiamo in modo
approfondito in altre pagine del sito.
Va comunque ricordato che il lento processo di liberazione dell'Italia da parte
degli anglo-americani mette progressivamente in luce il fondamentale problema dei
rapporti di questi ultimi col Partito comunista italiano, se non con le forze
genericamente di sinistra, che stanno progressivamente proponendosi - tra il
'43 e il '46 - come forze politiche egemoni nell'Italia centro-settentronale. La
politica americana del "contenimento" del comunismo ha dunque il suo battesimo
non ufficiale in quel tragico contesto.
La caduta del fascismo ha generato, parallelamente agli eventi sopra ricordati,
tutta una serie di problematiche e dinamiche politiche che avranno un peso
decisivo nella storia della Repubblica. Gli scioperi massicci nelle fabbriche
del nord nei primi mesi del 1943, e il crollo del regime poi, destano nella
classe imprenditrice un profondo stato di allarme circa il destino del
patrimonio industriale, a suo parere minacciato dal risorgente "pericolo rosso"
(la rinnovata paura di una rivoluzione bolscevica) e dalla minaccia della
ritorsione tedesca. Se pur con finalità e sensibilità politiche diverse, di
nuovo si viene a creare qualcosa di molto simile a un blocco sociale tra agrari
meridionali e imprenditori settentrionali (Pirelli, Valletta), teso a
salvaguardare non il fascismo in quanto tale, ma la continuità istituzionale
degli apparati dello Stato, per favorire un dialogo immediato, senza "soluzione
di continuità", con le forze anglo-americane. Come provano i documenti
recentemente desecretati sia negli Stati Uniti che in Italia, documenti che
analizziamo in altre pagine di questo sito, non vi è mai stata in Italia una
sostanziale rottura tra monarchia e repubblica, bensì una transizione incompleta
che ha conservato quasi tutta la struttura amministrativa del vecchio regime,
per precisa volontà dei partiti di centro, e quindi della Democrazia Cristiana,
volta ad anteporre la lotta contro il comunismo ad ogni altro obiettivo
politico.
Il 1943 si chiude con la Conferenza di Teheran. In contraddizione con quanto sta
avvenendo in Italia, la politica estera USA conosce alla fine di quell'anno (e
fino alla morte di F.D. Roosevelt) l'unico momento di vera coesistenza pacifica
e unità di intenti con l'Unione Sovietica. Anche se non è possibile sapere quali
fossero le vere intenzioni di Roosevelt nel lungo periodo, non c'è dubbio che le
sue scelte politiche avranno come effetto di ridimensionare per sempre la già
compromessa potenza inglese, a tutto vantaggio della sorgente potenza sovietica.
Continua per l'anno
1944
