Progetto Novecento

1944

Gennaio
Mussolini, da Salò, proclama la "socializzazione delle aziende", per creare una spaccatura politica tra il CLN e gli operai delle grandi città industriali del nord.

Il 25, «a Milano, il bollettino del Clnai "Liberazione" pubblica un ordine del giorno nel quale è scritto: "Del governo di domani il Comitato di liberazione nazionale è oggi una prefigurazione…Nel governo di domani – anche questo è ben certo – operai, contadini, artigiani, tutte le classi popolari avranno un peso determinante. E un posto adeguato a questo peso vi avranno i partiti che le rappresentano. Tra essi il Partito comunista che fa parte del Comitato di liberazione nazionale su un piano di perfetta parità con gli altri partiti, con pari pienezza di autorità oggi e di potere domani, quando il patto di liberazione nazionale sarà realizzato. Questa realtà va nettamente riaffermata oggi di fronte all'affiorare di propositi anticomunisti, al delinearsi di posizioni anticomuniste ed antioperaie fuori di noi, attorno a noi, ed anche in seno ad ambienti che pretenderebbero di operare sul piano d'azione del Comitato di liberazione nazionale. Sopra le posizioni ed i propositi partigiani dobbiamo riaffermare l'unità del patto di riscossa e di rinnovamento democratico che lega i cinque partiti. Chi opera contro uno di essi, opera contro il patto…"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

Nello stesso giorno, il principe Junio Valerio Borghese, comandante della Decima MAS, arrestato per ordine personale di Benito Mussolini, è rimesso in libertà e reintegrato nelle sue funzioni, anche per la ribellione dei reparti della Decima che avevano minacciato di marciare su Gargnano.

Il 26, a Bari, si apre il congresso del Comitato di liberazione.

Il 31 gennaio nasce il CLN AI (Comitato di liberazione nazionale - Alta Italia), composto dalle Brigate Garibaldi (PCI), Brigate Giustizia e Libertà (Pd'A) e Brigate Matteotti (PSI).

Febbraio
il 10 febbraio, «l'Oss dedica un rapporto al ritorno di Palmiro Togliatti, ‘Ercoli', in Italia: "Questo è un fatto decisivo per lo sviluppo del comunismo in Italia; più addentro di qualsiasi altro leader del Pci nelle tattiche segrete dei sovietici, uomo di assoluta fiducia del gruppo dirigente del Cremlino, può saldare l'anello mancante nella catena che lega l'Italia comunista alla Russia di Stalin. Ercoli è a conoscenza dei piani sovietici per l'Italia e deciso a realizzarli nel quadro della politica internazionale sovietica. Egli sa bene che i problemi italiani contano per il Cremlino, contrariamente a quanti pensano (tra questi i tanti ‘compagni di strada' americani) che l'espansionismo russo si fermi prima del Mediterraneo…Il capo comunista inoltre, di ritorno dall'esilio, non confonderà l'urgenza con la fretta e affronterà soprattutto tre problemi. Primo: per la prima volta nella storia del partito cercherà di agganciare i lavoratori agricoli del Sud…Secondo: affronterà il caso dei dissidenti cercando di riassorbirli…oppure di distruggerli una volta per tutte. Terzo: porterà avanti la politica di fusione con il Partito socialista, anche se la cosa è resa difficile dalla mancanza di un interlocutore socialista all'altezza. L'unità socialcomunista è uno dei temi più importanti della futura politica italiana e faremo bene a seguirlo attentamente"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

Il giorno 22 Churchill, in un discorso alla Camera dei Comuni di Londra, così definisce il governo provvisorio italiano guidato dal gen. Badoglio: "il manico della bollente caffettiera da non rompere prima di averne uno di ricambio o a portata di mano uno strofinaccio per toglierla dal fuoco". La massima preoccupazione dello statista inglese è in quel momento la possibile egemonia politica della sinistra nella transizione verso la democrazia.

Marzo
Il congresso del CLN si riapre a Napoli, dal 12 marzo; vi partecipano Benedetto Croce e Carlo Sforza [1].

Il giorno 13, il congresso del CLN vota una mozione che fa esplicito riferimento alla necessità di un referendum popolare su monarchia o repubblica da tenersi alla fine della guerra. La mozione passa con il chiaro consenso dei rappresentanti di Stati Uniti e Unione Sovietica, e il parere negativo degli inglesi.

Il 18 il governo italiano del Sud (gen. Badoglio) stabilisce rapporti diplomatici con l'Unione Sovietica. L'iniziativa scatena una fortissima reazione negativa da parte del comando alleato anglo-americano, che ritorna a definire l'Italia come "Stato aggressivo" da tenere sotto "controllo a tempo indeterminato".

Aprile
Appena tornato in Italia da Mosca, Palmiro Togliatti, segretario dal Partito comunista italiano, il giorno 2 tiene un discorso a Salerno nel quale riconosce la necessità di "un nuovo governo di carattere transitorio ma forte e autorevole con l'adesione dei grandi partiti di massa"; è la svolta politica con cui il PCI riconosce la necessità di una via democratica non rivoluzionaria in Italia, da attuarsi col consenso popolare, in pieno accordo con le intenzioni di Stalin.

l'11 «Togliatti parla nel corso di un rapporto ai quadri del Pci. Fra l'altro afferma: "Convocata domani un'Assemblea nazionale costituente, proporremo al popolo di fare dell'Italia una repubblica democratica, con una Costituzione la quale garantisca a tutti gli italiani tutte le libertà: la libertà di pensiero e quella di parola; la libertà di stampa, di associazione e di riunione; la libertà di religione e di culto; e la libertà della piccola e media proprietà di svilupparsi senza essere schiacciata dai gruppi avidi ed egoisti della plutocrazia, cioè del grande capitalismo monopolistico. Questo vuol dire che non proporremo affatto un regime il quale si basi sulla esistenza e sul dominio di un solo partito…"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

Il 12 re Vittorio Emanuele III annuncia alla radio la sua abdicazione a favore del figlio Umberto II, da attuarsi non appena Roma sarà stata liberata.

Il 13 viene creato l'Alto Commissario per l'Epurazione, il cui scopo è la soppressione di tutte le cariche pubbliche create sotto il fascismo e la punizione degli illeciti economici compiuti dagli imprenditori con la connivenza del regime.

Nello stesso giorno in un rapporto dell'Oss si segnala che a Milano sono stati "requisiti" da parte dei tedeschi 2.000 operai destinati ad essere impiegati nei campi di lavoro. E che Pirelli è stato invitato a fornire alle autorità un elenco riservato degli operai di simpatie comuniste. Saranno loro i primi ad essere prelevati.

Maggio
10 maggio: Pio XII riceve in udienza privata il generale delle Ss Karl Wolff. Durante l'incontro, propiziato da Virginia Agnelli, si parla fra l'altro della "difesa dei valori della città cristiana, contro l'attacco facilmente prevedibile del comunismo".

15 maggio: «a Budapest, il nunzio apostolico monsignor Angelo Rotta presenta al governo ungherese una nota di protesta nella quale afferma: "Tutti sanno ciò che la deportazione significa in pratica"; e ventila una pubblica protesta di Pio XII: "Io spero che nella sua qualità di Pastore supremo della Chiesa, tutore dei diritti di tutti i suoi figli e difensore della verità e della giustizia, egli non sia obbligato a levare la sua voce di protesta". Scriverà, poi, al cardinale Maglione: "Ciò ho fatto non nella speranza di ottenere gran che, ma perché resti documentata la presa di posizione in merito della Nunziatura e indirettamente della Santa Sede"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

Il 22 «a Berna, monsignor Burzio, uditore presso la Nunziatura apostolica, invia al cardinale Maglione il cosiddetto "Protocollo di Auschwitz", un rapporto preparato da due giovani ebrei slovacchi fuggiti dal campo di concentramento che illustra compiutamente quanto avviene al suo interno» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

24 maggio: alla Camera dei comuni, Winston Churchill, in un discorso a porte chiuse sulla politica estera, elogia la Spagna di Franco che ritiene sarà "un potente fattore di pace nel Mediterraneo dopo la guerra" e riafferma la non ingerenza inglese nei suoi affari interni. Parlando del contributo militare italiano alla guerra, Churchill cita l'esercito, la marina e l'aviazione ma non le formazioni partigiane.

Giugno
Il 4 Roma è liberata dagli Alleati.

Il 6 avviene lo sbarco alleato in Normandia.

8 giugno: «a Roma, presso il Grand Hotel, si svolge una riunione alla quale prendono parte una delegazione del governo, capeggiata dal maresciallo Pietro Badoglio, e una dei partiti antifascisti di cui fanno parte Alcide De Gasperi, Palmiro Togliatti, Carlo Sforza, Pietro Nenni, Mauro Scoccimarro, Ugo La Malfa, Benedetto Croce, Alessandro Casati, Ivanoe Bonomi. Nel corso della riunione, organizzata da Noel Mason MacFarlane, i rappresentanti dei partiti comunicano a Pietro Badoglio (con disappunto del medesimo, che sperava di riottenere l'incarico) la loro decisione che a formare il nuovo governo sia un ‘uomo nuovo': è quindi designato a dirigere il nuovo governo Ivanoe Bonomi. Il maresciallo Badoglio, in giornata, rimette il suo mandato nelle mani di Umberto di Savoia. I componenti dei partiti antifascisti chiamati a far parte del nuovo governo rifiutano di giurare fedeltà al Re e si limitano a giurare "nel loro onore di esercitare la loro funzione nell'interesse supremo della Nazione e di non compiere, fino alla convocazione dell'Assemblea costituente, atti che comunque pregiudichino la soluzione della questione istituzionale".

Il giorno 11 Winston Churchill, deluso dal mancato reincarico a Badoglio, rifiuta di riconoscere il nuovo governo italiano. In una lettera a Stalin, egli esprime il suo disappunto: "Sono meravigliato di ciò che è accaduto al maresciallo Badoglio. Mi sembra che abbiamo perso l'unico uomo competente col quale avevamo a che fare, e anche un uomo che poteva servirci meglio di tutti. L'attuale gruppo di politicanti avidi e decrepiti, naturalmente, si sforzerà di allargare le pretese italiane e potrà causarci il massimo incomodo. Mi sareste di grande aiuto se mi comunicaste la Vostra opinione in proposito". Stalin risponde subito: "Ho ricevuto il vostro messaggio sulle dimissioni di Badoglio .Anche per me le dimissioni di Badoglio sono giunte inattese. Pensavo che senza il consenso degli alleati inglesi e americani non si potesse sostituire Badoglio e nominare Bonomi. Tuttavia, dal Vostro messaggio risulta che ciò è accaduto contro la volontà degli Alleati. E' da ritenere che alcuni circoli italiani intendano compiere il tentativo di modificare a loro favore le condizioni di armistizio. Comunque, se le circostanze suggeriranno a voi e agli americani che in Italia sia necessario avere un altro governo e non il governo Bonomi, potete contare che da parte sovietica non vi saranno ostacoli"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

15 giugno: l'Oss riporta in suo rapporto le dichiarazioni critiche nei confronti dei liberali, ed in particolare di Benedetto Croce, rese ad un suo agente da Guido De Ruggiero, ministro della Pubblica istruzione e rettore dell'Università di Roma. De Ruggiero afferma che il Partito liberale è formato solo "da uomini vecchi e ricchi" e, sul conto di Croce, ricorda che votò la fiducia al governo Mussolini, dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti, perché - gli disse- "non me la sento di buttar giù un ministero italiano per un delitto comune".

Il 24, «a Budapest, il nunzio apostolico monsignor Rotta segnala alla segreteria di Stato vaticana che proseguono le deportazioni degli ebrei cattolici ed aggiunge: "Molti cattolici sono scandalizzati condotta remissiva episcopato, dettata da eccessiva prudenza. Urgerebbe un invito pressante Santa Sede al Cardinale Primate perché con azione pubblica ed energica salvi quello che ancora si può salvare, e salvi pure onore Chiesa cattolica ora assai compromesso"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

«Il vice ministro degli esteri sovietico, Andrej Vishinski, mentre sono ancora in corso le trattative per la formazione del governo Bonomi, scrive a Palmiro Togliatti di concordare un programma comune minimo con tutti i partiti antifascisti, e di non presentarne uno con i soli socialisti, per evitare di indurre gli angloamericani nella convinzione "che i partiti operai tentano di stabilire il proprio dominio in Italia"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

Luglio
Il giorno 8 «l'Oss, in un rapporto su Ignazio Silone, rileva: "Ha estimatori nel movimento sindacale italo- americano negli Stati uniti, che è anticomunista e che lo ha finanziato durante la guerra cercando il suo avallo politico"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

Il 9 Togliatti, al teatro Brancaccio di Roma, tiene il discorso "della mano tesa", nel quale offre la piena disponibilità del PCI a realizzare un'alleanza con socialisti e democristiani.  Preoccupati, i generali del comando alleato ordinano ai loro ufficiali di impedire ai partigiani ogni autonoma iniziativa di carattere militare.

Agosto.
2 agosto: «il capo della provincia di Torino invia a Mussolini un dispaccio sul conto del principe Junio Valerio Borghese: "Il comandante Borghese effettua guerra indipendente et incurante operazioni belliche germaniche provincia Aosta, creando serie difficoltà. Secondo Comando germanico principe Borghese aveva tentato farsi riservare fascia confine svizzero senza collegamento alcuno con altre forze italiane et germaniche. Ad Aosta tutti concordano nei seri dubbi sulla fedeltà del Borghese alla Repubblica sociale italiana et temono sorprese"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

Il 10 si svolge a Strasburgo una riunione clandestina di industriali e funzionari nazisti, per valutare i piani di sopravvivenza del nazismo dopo la sconfitta. Depositati circa 500 milioni di dollari presso banche della Svizzera, Liechtenstein, Spagna, Argentina, Turchia.

Il 24 un rapporto dell'Oss rivela che Randolfo Pacciardi si dà da fare per formare una legione di italiani per combattere a fianco degli alleati perché "accarezza l'idea di diventare il De Gaulle italiano".

Settembre
4 settembre: sulla rivista "Life", William C. Bullit, nell'articolo "The world from Rome", scrive che una vittoria sovietica in Europa avrebbe determinato la "cacciata del vicario di Cristo" da Roma, nelle cui fontane si sarebbero "abbeverati i cavalli cosacchi".

Il giorno 7 l'Armata Rossa giunge al confine con la Iugoslavia unendosi ai partigiani del maresciallo Tito.

Il 9 «l'ambasciatore italiano a Mosca Pietro Quaroni invia un telegramma al ministero degli Esteri nel quale afferma: "I russi intendono agire nella loro sfera di influenza da Finlandia a Jugoslavia intieramente come aggrada loro e non sono disposti a tollerare influenze Londra Washington: non vogliono quindi intervenire negli affari interni italiani adesso per non creare precedente in favore angloamericani, in vista di un più lontano avvenire. Russi vedono di buon occhio che angloamericani rendendosi invisi in Italia in Francia e dovunque si trovino in occupazione sotto varie forme, lavorino a creare per il futuro ambiente favorevole politica sovietica"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

Il 16 un gruppo di mafiosi, guidati da Calogero Vizzini [2], spara al segretario regionale del PCI siciliano Girolamo Li Causi, senza conseguenze. Nel '46 Li Causi sarà eletto deputato nell'Assemblea Costituente.

Il 18 Roosevelt e Churchill si riuniscono segretamente a Hyde Park e sottoscrivono un promemoria nel quale affermano l'intenzione di non informare i russi delle ricerche atomiche in corso.

Il 25 si riuniscono ad Alessandria d'Egittoi delegati di 7 paesi arabi per fondare la Lega araba, con il patrocinio della Gran Bretagna. Ai lavori, che si concluderanno il 7 ottobre, partecipa in veste di delegato Musa al- ‘Alami, palestinese di Gerico.

Il 29 «il nunzio apostolico a Berna, monsignor Filippo Bernardini, invia a monsignor Domenico Tardini, segretario della Congregazione per gli affari ecclesiastici, una nota informativa relativa alla confidenza ricevuta dal ministro tedesco accreditato presso la Confederazione elvetica, Otto Karl Kocher, secondo il quale "data l'impossibilità di trattare con Inghilterra e Stati uniti d'America, si parla di una possibile intesa con la Russia. Queste voci sono principalmente avvalorate da recenti lunghissimi ripetuti colloqui tra il Fuhrer e l'ambasciatore giapponese". Il Giappone, difatti, non è in guerra con la Russia» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

Ottobre
Il giorno 2 ottobre, «a Pistoia, il comunista Italo Carobbi per il Cln firma un attestato a favore di Licio Gelli: "Questo comitato dichiara che il Gelli Licio di Ettore, pur essendo stato al servizio dei fascisti e dei tedeschi si è reso utile alla causa dei patrioti pistoiesi. Esso ha: 1) avvisato i partigiani che dovevano essere arrestati; 2) messo a disposizione e guidato personalmente il furgone della federazione fascista per portare sei volte consecutive rifornimenti di viveri e armi alla formazione di ‘Silvano' e alla formazione di ‘Pippo' dislocate in Val di Lima; 3) partecipato e reso possibile la liberazione dei prigionieri politici detenuti alle Ville Sbertoli. In considerazione di quanto sopra, questo comitato autorizza Licio Gelli a circolare senza che possa in alcun modo essere disturbato. Resta salva la facoltà di esaminare con maggior cura le attività svolte dal Gelli Licio onde stabilire definitivamente la sua posizione"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

8 ottobre: «Benedetto Croce scrive riferendosi alle condizioni dell'Italia: "Qual è la sua condizione morale? Bisogna pur dirlo: così inferiore, così umiliante, che in questi giorni essa ha guardato con amarezza, nel confronto, il ben diverso modo col quale la Russia ha trattato la Romania, cui è stata subito concessa una più larga partecipazione militare per i suoi fini nazionali, e su cui non si sono fatte pesare, come si vorrebbe sull'Italia, le colpe dei suoi uomini politici, che pur l'avevano legata al nazismo"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

Il giorno 9 Churchill, preoccupato dalla rapidità dell'avanzata sovietica,  si reca a Mosca per un incontro riservato con Stalin, durante il quale definisce la futura divisione geopolitica dell'Europa.
           
Sui contenuti e le modalità di questo vertice, rinviamo al documento di Alessandro Frigerio tratto dal sito. www.cronologia.it

il 10 «l'Oss riferisce di essere stato informato da Alberto Tarchiani che il Pci ha imposto che il nome di Ignazio Silone non sia più menzionato e che, inoltre, avrebbe pagato alcuni giornalisti perché "demolissero i suoi lavori letterari". L'Oss scrive anche che "la presenza di Silone in Italia potrebbe essere decisiva per impedire sia al Psi che al Partito d'azione di salire sul treno Togliatti-Nenni. La sua presenza può facilitare la formazione di un fronte genuinamente democratico e antitotalitario". L'Oss pertanto promuove il ritorno in Italia di Silone» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

Il 17 scoppia una rivolta popolare nella città di Palermo, per la mancanza di pane e gli insopportabili razionamenti alimentari aggravati dal fenomeno della "borsa nera"; l'esercito spara sulla folla causando un centinaio di vittime tra morti e feriti.

Il 22 a Milano i servizi segreti della RSI varano il "piano Graziani " che prevede l'infiltrazione nei partiti antifascisti dopo la sconfitta.

Un gruppo di industriali, uomini d'affari, latifondisti, associati con i monarchici, sotto gli auspici di una loggia massonica, si organizzano per: "...eliminare dal mondo politico italiano tutti i filocomunisti; finanziare squadre di uccisori reclutandole fra ex fascisti e gangster di professione e utilizzandole per attentati ad alte personalità di governo e per stragi ai danni della popolazione civile sotto false insegne che indichino come responsabili i comunisti....". Lo si apprenderà solo nel 1974, dopo la pubblicazione di un rapporto riservatissimo spedito a Washington dai servizi segreti strategici americani in Italia (Documento OSS 99355 del 24/10/1944 che contiene anche 14 nomi).

Novembre
Il 1 novembre «Palmiro Togliatti, impegnato ad evitare che la situazione dell'Italia del nord degeneri in una di tipo greco, rammenta ai quadri del Pci: "Ricordarsi sempre che l'insurrezione che noi vogliamo non ha lo scopo di imporre trasformazioni sociali e politiche in senso socialista o comunista, ma ha come scopo la liberazione nazionale e la distruzione del fascismo"» [dalla Cronologia della Fondazione Cipriani].

Il 6, al Cairo, terroristi ebraici della banda Stern uccidono Lord Moyne, ministro britannico residente in Medio Oriente.

Il 7 Winston Churchill invia al ministro degli esteri Eden un telegramma con il quale lo invita ad usare, in Grecia, le truppe britanniche per sgominare la resistenza comunista, premettendo che "si è pagato alla Russia il prezzo che abbiamo pagato per avere libertà d'azione in Grecia".

Il 16 il Luogotenente del Regno Umberto di Savoia, scioglie, per ordine degli alleati il SIM (Servizio Informazioni Militari ). Nasce un nuovo servizio di controspionaggio italiano, gestito integralmente dall'OSS attraverso agenti specialisti di affari italiani quali James Angleton, Carmel Offie, Henry Tasca, Earl Brennan, che continueranno ad esercitare un'influenza decisiva sulla politica italiana per decenni. Tali "servizi" opereranno in condizioni di subalternità totale anche dopo lo scioglimento dei servizi segreti strategici USA (OSS, sciolti il 20/9/1945 e sostituiti prima dal SSU dal CIG , Central Intelligence Group ), ben oltre la firma di pace, e anche molto al di là della nascita della CIA (15/9/1947). L'Italia otterrà la possibilità di avere propri servizi segreti solo con la formazione del SIFAR (Servizio Informazioni Forze Armate ), l'1/9/1949, nel quadro della adesione alla NATO.

Il 21 il console generale degli Stati uniti a Palermo, Alfred T.Nester, invia al segretario di Stato un dispaccio per informarlo che 3 giorni prima, il 18, il generale Giuseppe Castellano si è incontrato con Calogero Vizzini e Virgilio Nasi, capo mafia di Trapani, per offrire a quest'ultimo la direzione del Movimento per l'autonomia siciliana.

Il comandante delle forze alleate generale Alexander ordina ai partigiani di sospendere tutte le operazioni di guerriglia, in attesa dell'offensiva alleata di primavera. 250.000 uomini si trovano così isolati e accerchiati dalle forze tedesche su tutto l'arco alpino.

Dicembre
Il 3 termina la prima fase della guerra civile in Grecia tra i partigiani comunisti e i partiti sostenitori della monarchia, appoggiati dall'esercito inglese. «È indispensabile tenere a mente che la Grecia fu il primo degli Stati liberati ad essere apertamente e violentemente costretto ad accettare il sistema politico della grande potenza occupante. Fu Churchill ad agire per primo e Stalin si limitò a seguirne l'esempio, prima in Bulgaria e poi in Romania, anche se con meno spargimento di sangue» [D.F. Fleming, The Cold War and its Origins, 1917--1960, New York 1971, p. 183].

Il 7 Giancarlo Paietta, Ferruccio Parri e Edgardo Sogno ottengono dal generale Wilson un appoggio militare per paracadutare i viveri necessari alla sopravvivenza dei partigiani del Nord.

Nel corso dell'intero anno i bombardamenti alleati sul territorio della "Repubblica sociale italiana" hanno ucciso 22.056 civili e ne hanno ferito 35.654.

 Alcune considerazioni

Sul teatro bellico il 1944 è l'anno decisivo per le sorti dell'Europa. Mentre Roma viene liberata dai nazi-fascisti, gli anglo-americani sbarcano in Normandia aprendo il secondo decisivo fronte contro Hitler fortemente auspicato da Stalin. L'Armata Rossa può così dilagare incontenibile verso ovest giungendo in pochi mesi ai confini della Jugoslavia.
È proprio questo sviluppo che più preoccupa il premier inglese W. Churchill, fortemente avverso, fin dagli inizi della sua carriera politica, al regime sovietico. Mentre infatti F.D. Roosevelt vede ancora una possibilità d'intesa con l'alleato orientale, tutto l'apparato di comando inglese intraprende dal mese di luglio una serie di iniziative che porteranno ad alcune drammatiche conseguenze: la prima è l'arrogante sconfessione delle iniziative politico-diplomatiche del governo provvisorio italiano, di nuovo abbassato al rango di Stato aggressore e posto sotto un'umiliante tutela; questo a causa del dialogo apertosi tra Badoglio e Stalin e, soprattutto, per la forte influenza politica che comincia ad assumere nel panorama italiano la figura di Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista.
Più incisivi ed immediati, invece, gli sviluppi militari in Grecia. Qui gli Alleati sbarcano quando già la Resistenza aveva sconfitto e cacciato i tedeschi, ma con un colpo di mano militare gli anglo-americani costringono i combattenti comunisti a ritirarsi dalla capitale Atene, e organizzano un referendum popolare che vede la vittoria della monarchia e delle forze della destra reazionaria. In questa cornice altamente precaria ed esplosiva, si inserisce la missione politica di Churchill a Mosca, durante la quale il premier inglese imposta con Stalin il quadro della futura spartizione europea, tracciando preventivamente i confini di quella che egli stesso poi chiamerà "Cortina di ferro".
Prende avvio dunque proprio negli ultimi mesi del '44 quell'atmosfera di tensione internazionale tra Occidente e Oriente comunista che potrebbe aver definitivamente convinto Togliatti a "traghettare" i comunista italiani verso i principi della democrazia occidentale, ormai consapevole del disinteresse di Stalin per le sorti della rivoluzione al di fuori dell'URSS, e del pericolo che avrebbe comportato per migliaia di italiani la contrapposizione contro le forze di occupazione alleate.

Continua per l'anno 1945

 

 

 

 

1  Carlo Sforza: diplomatico di carriera, nel 1911 è nominato ministro plenipotenziario in Cina. Ministro degli esteri tra il 1920 e il 1921, fu esonerato da Mussolini e uscì dalla scena politica. Tornò a ricoprire la carica ministeriale tra il 1948 e il 1951.

2  Calogero Vizzini (1877 - 1954): capo cosca della mafia siciliana, feudatario a Serradifalco dove gestisce cooperative di reduci e combattenti della Grande Guerra, durante il ventennio fascista è più volte imputato e assolto. Nel 1943 è nominato sindaco di Villalba dal comando alleato, e da quel momento intraprende una proficua attività di collusioni ed affari col mondo politico che lo proiettano al vertice dell'organizzazione criminale siciliana.