|
Cuba Breve cronologia del regime castrista [dal sito: cronologia.it] : Era il 1962. Da poco più di un anno Fidel Castro, con un pugno di guerriglieri, aveva abbattutto il regime militare di Fulgencio Batista, quando gli Stati Uniti misero in atto una serie di iniziative di Intelligence per il rovesciamento del nuovo governo rivoluzionario. I piani segreti prevedevano tutti lo sbarco militare sull'isola da parte di reparti paramilitari composti da rifugiati anti-castristi appoggiati dai servizi segreti statunitensi o dall'esercito. Un contributo originale sulla storia di Cuba e il suo ruolo nel panorama della Guerra Fredda - a cura di Fredella Michele, Tancorre Michael e Tuccillo Paolo (del liceo "Giordano Bruno" di Torino) Operazione Northwoods Preparativi per l'invasione statunitense di Cuba.
L'Operazione Northwoods fu un piano terroristico segreto approvato dal presidente e da tutti i Capi di Stato Maggiore [JCS]; esso prevedeva un'offensiva sanguinosa e terroristica che avrebbe avuto come obbiettivo gli stessi Stati Uniti, i profughi cubani e, comunque, bersagli sensibili utili a scatenare un'ondata di odio verso Castro e Cuba tale da giustificarne l'aggressione. L'idea era nata forse dal presidente Eisenhower, il quale voleva, visti anche i recenti scandali (ad esempio quello degli U-2) « uscire di scena con una vittoria » . Infatti, il 3 gennaio 1962, poche settimane prima dell'investitura di Kennedy, disse a Lemnitzer (allora presidente dei JCS) che si sarebbe mosso contro Castro « se solo i cubani gli avessero dato un buon motivo » . Quando il tempo iniziò a scarseggiare Eisenhower, ormai disperato, lanciò l'idea: visto che Castro non dava forma alle loro speranze, gli Stati Uniti « potevano fare in modo di architettare qualcosa che sarebbe stato accettato dal pubblico » . Anche se il progetto non andò poi in porto, Lemnitzer prese nota dell'idea. Con l'avvento dei fratelli Kennedy, più morbidi verso Castro, l'opportunità di invadere Cuba divenne sempre più remota. Infatti, Lemnitzer e i Capi di Stato Maggiore capirono che l'unico modo per far scoppiare la loro guerra sarebbe stato, com'è scritto in un documento dei JCS, « guadagnarsi il favore dell'opinione pubblica e delle Nazioni Unite diffondendo a livello internazionale la convinzione che il governo cubano sia una compagine avventata e irresponsabile, una minaccia allarmante e imprevedibile per la pace dell'Occidente » . Nei giorni precedenti l'impresa di John Glenn, primo americano ad essere mandato in orbita, Lemnitzer e i JCS proposero a Lansdale, segretario alla difesa, di incolpare Cuba in caso d'incidente, « presentando prove irrefutabili » , sfruttando così l'evento per attuare i loro scopi. Glenn compì l'impresa e il complotto svanì ma Lemnitzer e i JCS già progettavano nuove macchinazioni. Venne ideata, tra le altre proposte, « una serie di incidenti ben coordinati » presso la base della marina di Guantanamo a Cuba. Tale progetto prevedeva che « amici cubani » , travestiti con uniformi militari cubane, provocassero disordini all'esterno della base e altri fingessero di essere sabotatori infiltrati all'interno. Con il passare del tempo le operazioni ideate divennero sempre più incredibili. Una di esse prevedeva di inscenare un attacco ad una imbarcazione nella baia dell'Avana simile a quello avvenuto nella stessa baia alla corazzata Maine che aveva scatenato, nel 1898, una guerra contro la Spagna per l'acquisizione di Cuba, sollecitando più di un milione di uomini ad arruolarsi. Vennero poi congeniati atti terroristici, di “matrice cubana”, da eseguire a Miami e Washington; attentati contro imbarcazioni di profughi cubani, attentati con bombe al plastico da attribuirsi a Cuba grazie a documenti manipolati; tentativi di dirottamento di aerei civili o di imbarcazioni. Tra i vari progetti, uno fra i più elaborati prevedeva di « creare un incidente che dimostri che un aereo cubano abbia abbattuto un aereo charter civile partito dagli U.S.A. e diretto in Giamaica, a Panama o in Venezuela » . Il piano era molto complesso; prevedeva la costruzione di un aereo copia o drone (comandato a distanza) di un charter civile di una compagnia aerea gestita dalla CIA, il quale sarebbe partito in tempo per creare un rendez vous sui cieli della Florida. A quel punto l'aereo civile sarebbe atterrato presso la base militare di Elgin, mentre l'aereo copia avrebbe continuato il volo e una volta sopra Cuba avrebbe lanciato un messaggio “ may-day ” dichiarando di trovarsi sotto l'attacco di un MIG cubano. Ciò avrebbe fatto sì che le postazioni radio dell'organizzazione internazionale dell'aviazione civile (Icao) riferissero agli Stati Uniti l'accaduto, “prima” che essi ne fossero a conoscenza. Un altro piano molto elaborato e credibile, visto il periodo appena trascorso, in cui si erano susseguiti abbattimenti aerei e navali, era quello che prevedeva la distruzione di un apparecchio dell'aviazione americana in zona internazionale durante un attacco “non provocato” incolpando di ciò l'aviazione cubana. Nello stendere questi progetti Lemnitzer si raccomandò che « la gestione di operazioni militari, sia scoperte che clandestine, sia assegnata ai capi di stato maggiore riuniti ». Il 13 marzo 1962 Lemnitzer firmò il documento finale dell' Operazione Northwoods . Lo stesso giorno incontrò il rappresentante militare di Kennedy, Tayler; ciò che venne discusso in quell'incontro non è noto, ma fatto sta che tre giorni dopo il presidente Kennedy disse a Lemnitzer che un intervento militare americano a Cuba era fuori discussione. Nonostante ciò, circa un mese dopo, Lemnitzer e i JCS si incontrarono nuovamente e scrissero un memorandum diretto a McNamara in cui descrivevano la situazione cubana come scottante e « da risolvere in un immediato futuro » prospettando un attacco da effettuare velocemente per « ridurre al minimo la possibilità di un appello comunista alle Nazioni Unite » . A quel punto McNamara « aveva perso ogni fiducia nel comandante delle forse armate e ormai respingeva ogni sua singola proposta » . Pochi mesi dopo Lemnitzer non fu riconfermato come presidente dei JCS e fu trasferito in Europa al comando della Nato. Per quarant'anni tutti i dettagli dell'Operazione Northwoods rimasero segreti e Lemnitzer, che aveva fatto eliminare “tutte” le prove (come dopo il fallimento della Baia dei Porci), si sentì libero di mentire al Congresso riguardo l'operazione. Vista l'eliminazione di quasi tutti i documenti, è difficile stabilire quanti ufficiali fossero al corrente di tale progetto. Ad ogni modo, i Capi di Stato Maggiore continuarono ad ideare pretesti per attaccare Cuba almeno fino al 1963. Tra questi, vi era un piano che prevedeva lo scoppio, provocato, di un conflitto fra Cuba e uno stato membro o dell'Osa (Organizzazione degli Stati Americani) o del Commonwealth britannico. Gli stessi Capi di Stato Maggiore facevano notare nel loro rapporto, nel quale ipotizzavano anche di corrompere membri del governo castrista per far scoppiare un'azione anti-americana, come tutte le azioni ipotizzate fossero rischiose e da svolgersi in clandestinità senza l'utilizzo di unità militari. Ancora nel maggio del 1963 il sottosegretario alla difesa Nitze trasmise alla Casa Bianca un progetto che prevedeva una « ricognizione offensiva » nei cieli cubani tale da scatenare una risposta comunista a cui far seguire un attacco statunitense. In effetti, circa un mese dopo, un aereo militare statunitense attraversò a bassa quota i cieli di Cuba, ma sfortunatamente per il Pentagono non scatenò la risposta cercata ma solo veementi proteste. Esaminando perciò tali documenti, si può desumere che i vertici della leadership militare statunitense erano capaci di costruire e utilizzare, a giustificazione di azioni militari, aggressioni false o pilotate. L'incidente del Golfo del Tonchino, che segnò l'ingresso degli USA nella guerra del Vietnam, può essere riesaminata da un altro punto di vista. Non sappiamo se questo incidente sia stato reale o abilmente congeniato, ma è certo che la dirigenza del Pentagono era in grado di concepire un simile misfatto.
|