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La Guerra fredda - II parte
Esiste un documento del Dipartimento di Stato americano risalente al 1950 e classificato con la sigla NSC 68 - una relazione "top secret" del consigliere per la sicurezza Paul Nitze al presidente Truman - che può essere considerato "il documento base americano per la Guerra fredda" (N. Chomsky). Di questo documento offre un ampio resoconto Noam Chomsky nel suo saggio "Deterring Democracy":
Secondo Chomsky, dunque, gli intenti di P. Nitze erano:
1) formalizzare una dottrina politica del "confronto" radicalizzata, nel più puro stile americano, attorno a valori contrapposti di "Bene" e "Male" (ciò era già avvenuto nella propaganda ufficiale a favore dell'intervento militare contro la Germania nazista);
2) confermare la "dottrina Truman" circa la "responsabilità" degli Stati Uniti di "guidare il mondo", sia come patria dei valori ideali dell'Occidente che come maggiore potenza economica;
3) amplificare e distorcere l'immagine dell'URSS come superpotenza, così da impegnare gli Stati Uniti in un colossale riarmo, un programma keynesiano militare il cui contraltare era la riduzione delle spese sociali;
4) imporre una politica interna di repressione di ogni forma di dissenso e di critica sociale, nel nome dell'ordine e della stabilità, per la conservazione di un'economia e di un corpo politico profondamente intrecciati tra loro.
L'analisi di Chomsky prosegue poi sul piano dei fatti storici, proponendone una lettura alternativa a quella fornita dalla propaganda americana:
Chomsky sostiene pertanto:
1) che la "contrapposizione" alla "superpotenza" sovietica ha permesso agli USA il consolidamento del "complesso militar-industriale", una sorta di Welfare State per ricchi basato sul principio che il profitto privato dev'essere garantito dal complesso delle scelte politiche ed economiche nazionali;
2) che tutta
la struttura dei rapporti internazionali degli Stati Uniti e della loro politica estera fu concepita come una "cintura di sicurezza" per gli interessi economici interni; in quest'ottica, il neutralismo di paesi come Germania e Giappone - e più tardi dell'America latina - era il vero pericolo per gli interessi nazionali americani;
3) che, sempre nella logica dell'interesse nazionale, gli USA hanno contrastato aspramente ogni tentativo dell'URSS
di uscire dalla logica del confronto, boicottando i controlli internazionali sul proprio armamento e rifiutando di discutere ogni ipotesi di riduzione delle spese militari e di soluzione pacifica della questione tedesca, fino al crollo economico dell'URSS.
In tutto questo discorso non va naturalmente dimenticato che manca quasi completamente una adeguata documentazione di parte sovietica sui meccanismi politico-economici che spinsero il suo apparato dirigente ad accettare la logica del confronto.
Vedi anche l'articolo
commemorativo dedicato alla memoria di Paul Nitze, George Kennan e
Andrew J. Goodpaster, apparso sulla rivista ufficiale della NATO «Nato
Review», nella primavera del 2006

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