Progetto Novecento

La repubblica italiana.

 

Personaggi "emergenti "

 

Il titolo della sezione si rifà, ironicamente, alla nuova attenzione rivolta dagli storici verso personaggi appartenenti al passato "non ufficiale" del nostro paese, quello delle trame e degli intrighi del "doppio Stato", venutosi a formare nel sottobosco della politica in funzione del "contenimento" del comunismo voluto dagli Stati Uniti con la creazione dell'alleanza atlantica.
Parallelamente alle vicende politiche "pubbliche", si muovevano infatti, negli anni della Guerra fredda, in modo più o meno "coperto" dalle istituzioni, personaggi e forze di varia natura reazionaria o eversiva, di cui solo oggi possiamo ricostruire iniziative e finalità, pensiero e strategia, con accettabile approssimazione. Ciò che "emerge", dunque, è un universo di relazioni politico-economico-militari legato a individualità la cui rilevanza è stata a lungo sottovalutata dalla storiografia ufficiale; questi personaggi mossero, da rilevanti posizioni di osservazione e controllo, i fili di una strategia di "destabilizzazione stabilizzante" - volta cioè a creare un disordine sociale utile a consolidare i poteri degli apparati repressivi dello Stato - il cui scopo ultimo era l'eliminazione del blocco sociale di opposizione (la sinistra antifascista) non omogeneo con gli interessi economici dell'élite finanziaria e industriale occidentale.

Come avviene nelle altre parti del sito, la nostra attenzione è escusivamente rivolta alle problematiche che non fanno ancora parte della saggistica scolastica, con la costante attenzione ad indirizzare chi legge verso le necessarie integrazioni e contestualizzazioni, reperibili presso fonti di carattere più generale.

 

 «Nessun paese dell'Europa occidentale ha conosciuto, nei decenni passati, la stessa eversione strisciante, la stessa pratica della violenza come mezzo di condizionamento delle istituzioni e contemporaneamente la stessa stabilità nel sistema di governo. (...) In Italia non c'è stata una vera e temibile strategia insurrezionale o golpista, che abbia seriamente perseguito un rovesciamento del potere politico dominante. L'uso della violenza è servito a minacciare e a ricattare i governanti o alcuni di essi, non a sostituirli» Massimo Brutti, Membro del Comitato servizi di sicurezza, in: Di Giovacchino, cit., pag. 10.

   Qualunque analisi storica dei fatti riguardanti l'Italia repubblicana deve dunque tenere conto di un dato di base assolutamente fondamentale: il fenomeno della continuità di potere di un'unica classe dirigente e di un unico partito - o gruppo ristrettissimo di partiti - per quarant'anni consecutivi. Assumiamo dunque questo dato come cornice di interpretazione e collocazione di alcuni degli eventi che definiscono la cosiddetta "Strategia della tensione" sviluppatasi dal 1969 al '92 circa. A questo scopo proponiamo la consultazione della scheda sulle "Legislature della Repubblica italiana" reperibile a questo indirizzo.

Dalla guerra di liberazione alla "guerra di contenimento"

  Come è già stato detto all'inizio della sezione, la Guerra frefdda in Italia comincia dalle prime fasi della lotta di liberazione contro il fascismo. La preoccupazione che gli Alleati nutrivano per la forte presenza di una milizia combattente comunista nelle file della Resistenza determinò i comandi miilitari anglo-americani ad arruolare nei loro servizi segreti, con varie mansioni più o meno coperte, una folta schiera di monarchici o ex-fascisti disposti ad abiurare il loro passato politico e ad accettare la transizione alla repubblica, purché determinati a partecipare ad una intransigente militanza anti-comunista. La loro funzione dipendeva strettamente dalle qualità personali: alcuni, dotati di coraggio e spregiudicatezza, furono utilizzati in operazioni armate di collegamento con il CLNAI; ad altri, per il loro passato di funzionari di Stato o di militari, vennero dati incarichi di spionaggio o di organizzazione dei nuovi apparati di intelligence e di pubblica sicurezza italiani. Per tutti, valeva comnque la logica della "doppia fedeltà" secondo la quale il nuovo Stato italiano che si stava costituendo doveva rimanere un "soggetto a rischio" fortemente condizionato dalla sua collocazione geografica di confine con la Cortina di ferro comunista. Un "soggetto sotto osservazione"; un'osservazione discreta e mascherata, condotta nella logica di un'alleanza militare ed economica rispettosa dei principi di autodeterminazione dei popoli, ma pronta a sovvertirli nel caso in cui le forze politiche anti-occidentali (o semplicemente neutraliste, com'era il PCI di Togliatti) avessero preso il sopravvento, fosse pure per la libera volontà democratica degli elettori.

  Incrociando le vicende biografiche di questi personaggi con gli eventi politici della "prima repubblica", cerchiamo dunque di ricostruire il tessuto intricato di trame occulte che hanno condizionato  la società italiana del dopoguerra.
(Data la particolare complessità degli argomenti e degli intrecci evenemenziali di questa sezione, la seguente cronologia è soggetta a costante revisione)

(Si consiglia di fare costantemente riferimento alle schede cronologiche dell'anno, per il quadro storico complessivo)

1942

Marzo. L'OSS (Office of Strategic Service, servizio segreto statunitense, progenitore della CIA ) ingaggia Lucky Luciano, boss mafioso, per liberare il porto di New York dalle spie tedesche.

1943

16 agosto. «Il re Vittorio Emanuele III scrive al maresciallo Pietro Badoglio, capo del governo, per indurlo a bloccare il processo di epurazione degli ex-fascisti dalla pubblica amministrazione e dall'esercito: "L'eliminazione, presa come massima, di tutti gli ex appartenenti al Partito fascista da ogni attività pubblica deve recisamente cessare…Ove il sistema perdurasse, si arriverebbe all'assurdo di implicitamente giudicare e condannare l'opera stessa del Re"».

Dopo l'8 settembre. Edgardo Sogno, ex ufficiale del corpo volontario fascista nella guerra di Spagna, viene arruolato nello Special Operations Executive (SOE) il servizio segreto militare britannico. Svolgerà una funzione di collegamento con le brigate partigiane operanti nel nord Italia.

Il 14 settembre la marina militare germanica, rappresentata dal capitano di vascello Max Berninghaus, e la X° flottiglia Mas rappresentata dal principe Junio Valerio Borghese firmano un accordo per una reciproca collaborazione nel rispetto dell'indipendenza e autonomia operativa della formazione italiana.

15 dicembre: a Pistoia, su ordine di Licio Gelli, è compiuta un'operazione di rastrellamento tra gli antifascisti della città, in numero di circa 80.

1944

2 agosto: «il capo della provincia di Torino invia a Mussolini un dispaccio sul conto del principe Junio Valerio Borghese: "Il comandante Borghese effettua guerra indipendente et incurante operazioni belliche germaniche provincia Aosta, creando serie difficoltà. Secondo Comando germanico principe Borghese aveva tentato farsi riservare fascia confine svizzero senza collegamento alcuno con altre forze italiane et germaniche. Ad Aosta tutti concordano nei seri dubbi sulla fedeltà del Borghese alla Repubblica sociale italiana et temono sorprese"».

Il giorno 2 ottobre, «a Pistoia, il comunista Italo Carobbi per il Cln firma un attestato a favore di Licio Gelli: "Questo comitato dichiara che il Gelli Licio di Ettore, pur essendo stato al servizio dei fascisti e dei tedeschi si è reso utile alla causa dei patrioti pistoiesi. Esso ha: 1) avvisato i partigiani che dovevano essere arrestati; 2) messo a disposizione e guidato personalmente il furgone della federazione fascista per portare sei volte consecutive rifornimenti di viveri e armi alla formazione di ‘Silvano' e alla formazione di ‘Pippo' dislocate in Val di Lima; 3) partecipato e reso possibile la liberazione dei prigionieri politici detenuti alle Ville Sbertoli. In considerazione di quanto sopra, questo comitato autorizza Licio Gelli a circolare senza che possa in alcun modo essere disturbato. Resta salva la facoltà di esaminare con maggior cura le attività svolte dal Gelli Licio onde stabilire definitivamente la sua posizione"».

Un gruppo di industriali, uomini d'affari, latifondisti, associati con i monarchici , sotto gli auspici di una loggia massonica, si organizzano per: "...eliminare dal mondo politico italiano tutti i filocomunisti; finanziare squadre di uccisori reclutandole fra ex fascisti e gangster di professione e utilizzandole per attentati ad alte personalità di governo e per stragi ai danni della popolazione civile sotto false insegne che indichino come responsabili i comunisti....". Lo si apprenderà solo nel 1974, dopo la pubblicazione di un rapporto riservatissimo spedito a Washington dai servizi segreti strategici americani in Italia (Documento OSS 99355 del 24/10/1944 che contiene anche 14 nomi)

1945

21 marzo. Un documento della Repubblica di Salò rivela la costituzione, da parte della propria polizia segreta, in attuazione al piano Graziani di un organismo speciale, inteso a sopravvivere all'imminente crollo, diretto da un ufficiale superiore dotato di 16 corrieri, 18 agenti nel nord Italia, 41 agenti nel resto della penisola, sotto falsa identità, destinato a restare operativo anche in caso di invasione alleata. Tale organismo, protetto e mascherato con tutti i mezzi, aveva la sua sede centrale in un ufficio commerciale basato a Padova .

Aprile. Il principe Junio Valerio Borghese , comandante della X MAS, futuro golpista, nascosto a Milano, viene sottratto alla cattura e alla fucilazione da James Angleton, capo delle operazioni speciali dei servizi segreti americani in Italia, con la collaborazione del capitano Carlo Resio, della marina italiana, e trasportato a Roma, vestito da ufficiale americano, su una jeep dell'esercito USA.

Licio Gelli è condannato in contumacia a 2 anni e 6 mesi di reclusione per furto e sequestro di persona.

Il principe Junio Valerio Borghese , comandante della X MAS, futuro golpista, nascosto a Milano, viene sottratto alla cattura e alla fucilazione da James Angleton, capo delle operazioni speciali dei servizi segreti americani in Italia, con la collaborazione del capitano Carlo Resio, della marina italiana, e trasportato a Roma, vestito da ufficiale americano, su una jeep dell'esercito USA.

L'8 maggio «il capitano dei carabinieri Giuseppe Polosa si reca da Corrado Bonfantini e Sandro Faini, esponenti del Psi, per informarli che James Angleton, ufficiale Oss, e Carlo Resio, capitano di fregata in servizio al Sis Marina, chiedono di incontrare il principe Borghese da loro ospitato. Bonfantini informa subito Borghese». Il 12 Junio Valerio Borghese, in divisa americana, scortato da James Jesus Angleton, Carlo Resio e il commissario di Ps Umberto Federico D'Amato, abbandona Milano ed è portato a Roma.

Giugno. Un folto gruppo di grandi industriali tra cui Piero Pirelli, Rocco Armando ed Enrico Piaggio, Angelo Costa, Falck e Valletta si riunisce a Torino il 16 e 17/6/1945 per decidere i piani per la "...lotta al comunismo con qualsiasi mezzo...", sia con la propaganda che con l'organizzazione di gruppi armati, questi ultimi affidati a Tito Zaniboni. Secondo un rapporto dei servizi segreti americani: "...le spese previste sono enormi ma gli industriali sono disposti a finanziare l'avventura..."; 120 milioni sono stanziati subito, e vengono depositati in Vaticano.

In Luglio nasce a Milano la Volante rossa che si richiama, nel nome, alla omonima formazione che ha operato, nel corso della Resistenza, in Ossola alle dipendenze della 85° brigata Garibaldi di Valgrande martire. La formazione stabilisce la sua sede presso la Casa del popolo di Lambrate, in via Conte rosso n.25.

1946

Gennaio. La SSU (Secret Service Unity - che sostituisce l'OSS) diretta da James Angleton stabilisce rapporti con varie organizzazioni terroristiche fasciste (Squadre d'Azione Mussolini, Cadetti di Violenza, Battaglione Lupo, X MAS, Gruppo Onore e Combattimento, Battaglione Milano, Squadra Vendetta Mussolini, Guardia Giovanile Legionaria, e molte altre). Earl Brennan, una delle superspie americane specialiste di affari italiani, dichiarerà che questi gruppi sono serviti per "operazioni speciali".

Nasce il più importante gruppo organizzato fascista "pronto all'azione diretta", il FAR fondato da Giorgio Almirante, Clemente Graziani, Julius Evola, Pino Rauti. Nello stesso periodo, i comandanti della divisione partigiana bianca Osoppo- Friuli decidono di riarmare i propri reparti in funzione anti-comunista, dandone comunicazione al capo di S.M. dell'Esercito, generale Raffaele Cadorna.

21 novembre. In una riunione dei capomafia siciliani, tenuta a Palermo, per decidere il "nuovo corso", (riferita a Washington in un rapporto dell'OSS ), il boss Giuseppe Cottone dichiara che: "...la mafia è pronta a combattere il comunismo anche con le armi..."

1947

Il 10 marzo, «i servizi strategici americani compilano un rapporto sui movimenti di destra operanti in clandestinità. "Quelli sotto elencati sono i movimenti più recenti di ispirazione reazionaria organizzati in Italia: 1) Partito nazionale popolare: finge di essere di sinistra, in realtà ha tendenze filo- monarchiche. Leader: il conte Battaglia. 2) Fronte moderato nazionale: nuovo nome della Lega antibolscevica. Sede a Milano in via Camperio con numerosi aderenti. Fondatore: l'avvocato Bianco Giovanni Pietro, ex membro dell'Uomo qualunque, intimo di Giannini. 3) Partito comunista indipendente di Paolo Orlando. Ha rapporti stretti con i due movimenti di cui sopra. Pur spacciandosi per organizzatore comunista è in realtà finanziato dalla destra e ha come compito l'inquinamento della propaganda comunista. Orlando è il fondatore della Spes socialista (Studi politici e sociali). Collabora con il ‘Rome Daily American'. 4) Partito della Giovane Italia, guidato dal generale Naboni, comprendente giovani di tendenze conservatrici, patrocinato da F.Saverio Nitti, dal generale Bencivenga e da Tito Zaniboni (ex socialista di destra). L'organizzazione ha sede a Roma in via dei due Macelli e pubblica il periodico ‘Dio e popolo'. In generale i neofascisti al nord sono diretti da un ex militare che opera sotto il nome di ‘colonnello M'. Il movimento che include il generale Mario Caracciolo, si ritiene essere legato intimamente a certi elementi della massoneria attraverso il generale Viggiani e Alessandro Piazzoni. La maggior parte dei neofascisti del nord Italia opera su scala minore fornendo agitatori locali e sporadici. Tre organizzazioni neofasciste formate di recente sono: la Concentrazione italiana fondata dal colonnello Pollini; la Lega italiana fondata da Augusto Turati, l'ex segretario del Partito fascista; il Partito fusionista italiano diretto dal settimanale di Bari ‘Il Manifesto'. Si segnala un ritorno all'attività della X Mas, corpo istituito ai tempi della Repubblica sociale, quantunque il suo leader, il principe Valerio Borghese, sia ancora sotto vigilanza. Il suo membro più attivo è Ezio Maria Gray, il giornalista fascista amnistiato di recente dal Tribunale speciale. Il gruppo è finanziato dal marchese Patrizzi, dal commendator Luce, da Tudini e Valenti, ingegneri edili"»

12 marzo. In un telegramma l'ambasciata USA in Italia comunica al Dipartimento di Stato l'esistenza di una lista di 2000 fascisti pronti a compiere stragi.

25 aprile. In un memorandum al Congresso degli Stati Uniti, Allen Dulles, futuro direttore della CIA , afferma: "...Noi non possiamo ragionevolmente limitare la nostra reazione contro la strategia comunista ai casi in cui siamo invitati dal governo al potere. Dobbiamo essere noi a decidere quando, come e dove agire...".

Luglio. Una fitta rete di organizzazioni reazionarie parafasciste che riceve: "aiuto, connivenza e spesso legittimazione" dai servizi segreti USA opera in Italia sotto diverse sigle, tra le quali: Giovane Italia , Fronte Moderato, Partito Nazionale Popolare, Concentrazione Italiana, Lega Italiana, Partito Fusionista, inoltre anche falsi raggruppamenti comunisti e socialisti incaricati di inquinare la sinistra. Nel comitato centrale di uno di questi l'Armata Italiana della Libertà, il cui vero capo è il generale Sorice, già ministro della guerra di Badoglio, si contano 4 ammiragli, 10 generali e 4 colonnelli.

Ottobre. Secondo rapporti del Dipartimento di Stato, Frank Bruno Gigliotti, esponente della massoneria americana, ex capo consigliere della sezione italiana dell'OSS dal 1941 al 1945 (periodo nel quale Licio Gelli era al servizio del "Counter Intelligence Corp", cioè il servizio di controspionaggio militare americano) e poi agente della CIA , lavora per: "...riattivare la vecchia banda di agenti dei servizi segreti strategici in Italia come mezzo per combattere il comunismo..." L'organizzazione massonica Grande Oriente d'Italia ottiene, attraverso lo stesso Frank Gigliotti, il primo riconoscimento ufficiale della circoscrizione massonica del Nord degli USA. Gigliotti in quel periodo informa inoltre il Dipartimento di Stato che: "...50 generali italiani stanno preparando un colpo di stato..."

1948

L'11 febbraio a Roma, una nota al ministero degli Interni registra alcune informazioni circa i finanziamenti al Msi e alla sua attività paramilitare: "un importante accordo concluso tra il Msi e alcuni industriali dell'Alta Italia, già sovvenzionatori del fascismo…per l'apporto di fondi per un maggiore incremento dell'organizzazione del movimento"; nonché la creazione "a Roma di una brigata composta di ex combattenti ed elementi fascisti per la difesa esterna della capitale contro gli attacchi comunisti", affidata al comando di un ex console della Milizia.

Il 3 aprile a Palermo, Luciano Liggio è denunciato per il sequestro e l'omicidio del sindacalista Placido Rizzotto.

Il 18 aprile, come rivelato dai pubblici ministeri romani nella loro ordinanza del 15 luglio 1996, nell'imminenza delle elezioni, a Milano, un ex ufficiale della X Mas fu "avvicinato da un capitano di polizia che con le credenziali del ministero dell'Interno a firma del ministro Scelba gli chiede quanti uomini può mobilitare in caso di vittoria dei comunisti" ed è quindi informato dal capitano di Ps che sono a loro disposizione "bracciali della polizia ausiliaria, armi, tessere di riconoscimento e altra dotazione…presso la caserma S. Ambrogio della polizia, a Milano".

Ottobre. L'ufficio I dello Stato Maggiore Generale dell'Esercito ricostituito viene affidato al generale Giovanni Carlo Re e posto sotto il controllo diretto di Carmel Offie, che sotto copertura diplomatica ufficiale, inizia la schedatura degli elementi "pericolosi" della sinistra. Le schede verranno poi assorbite dal SIFAR. Randolfo Pacciardi, ministro della difesa in quel periodo e intimo amico di Carmel Offie, afferma che: "...al momento opportuno occorrerà arrestare 300 comunisti e socialisti per neutralizzare la sinistra..."
Intanto iniziano i processi contro Graziani Augusto , Junio Valerio Borghese ed altri gerarchi fascisti che si concluderanno con scandalose sentenze liberatorie.

1949

Il 17 febbraio è scarcerato con l'applicazione di 9 anni di condono, a conclusione del processo per ‘collaborazionismo' che lo vide condannato a 12 anni di reclusione, il principe Junio Valerio Borghese, comandante della divisione X durante la Rsi e della flottiglia X Mas fino all'8 settembre 1943.

30 marzo. Vengono ricreati i servizi segreti italiani - SIFAR - attraverso una semplice disposizione interna del ministro della difesa, la circolare 365. Avranno sezioni distaccate (SIOS) alle dipendenze dei capi di stato maggiore dell'esercito, della marina e dell'aviazione. Dovranno svolgere: "attività offensiva e difensiva nel campo delle informazioni". Nessuna legge specifica ne regola l'attività, invece solo recentemente è risultato che: "l'attività' è regolata da un protocollo segretissimo, imposto dagli americani, che costituisce una vera e propria rinuncia alla sovranità nazionale della parte italiana". I principali obblighi sono: fornire agli USA copia di tutte le informazioni e un diritto di supervisione americana sulla scelta del personale, che deve essere tutto di totale gradimento dei competenti servizi USA. De Gaulle denunciò esplicitamente il 7/3/1966 l'esistenza di protocolli simili imposti dagli USA alla Francia nell'ambito degli accordi segreti per la costituzione della NATO. Anche la Germania negli anni '80 ha ammesso la presenza di tali protocolli [dal sito Stragi di Stato].

Il 22 ottobre Edgardo Sogno, in una lettera indirizzata al ministro degli Esteri Carlo Sforza, lo informa che il ministro degli Interni Mario Scelba lo vorrebbe alle sue dipendenze come "capo del costituendo Servizio per la difesa civile".

In data imprecisata viene siglato, tra rappresentanti delle istituzioni italiane e americane, l'accordo segreto che costituisce l'atto di nascita della struttura clandestina detta "Gladio" nell'ambito della NATO. Tale accordo prevede l'utilizzo di forze militari deviate, di corpi paramilitari, di risorse economiche e di informazioni riservate, allo scopo di prevenire e reprimere la possibilità di una presa del potere, anche per via democratica, di forze politiche di sinistra. La struttura servirà a coprire, per molti anni, attività sovversive di carattere reazionario e attentati, miranti a destabilizzare il quadro politico nazionale a favore delle forze conservatrici e antidemocratiche.
È probabilmente in questo ambito che l'allora ministro dell'Interno onorevole Scelba, interpella l'ex partigiano monarchico e anti-comunista Edgardo Sogno per sapere se avrebbe accettato un incarico che avrebbe comportato il distacco presso il ministero dell'Interno (organizzazione del progettato Servizio di Difesa civile). Sogno rifiuta.

1950

6 aprile. Un movimento di estrema destra - Formazioni Tricoloriste, nate dallo scioglimento della brigata partigiana "Osoppo"- viene inquadrato col nome di "organizzazione O" nell'esercito come formazione militare segreta. Il comando è affidato al generale Olivieri coadiuvato dal tenente Specogna. La "O " arriverà ad avere 3.800 uomini, sarà il primo nucleo da cui nascerà Gladio.

Il 3 ottobre un confidente anonimo del Viminale riferisce che "lo stesso Borghese sta svolgendo un'attività veramente positiva: l'organizzazione della ‘Decima' si va sviluppando sempre più, affiancata dal ‘Meridiano d'Italia' che, con la pubblicazione di una serie di articoli, mira a risvegliare gli animi assopiti degli ex organizzati richiamandoli alla Rsi…Dopo il comunicato del Consiglio dei ministri, relativo alla costituzione di una milizia civile –in caso di complicazioni interne- il comandante Borghese vagheggia l'idea di una collaborazione che, in avvenire, potrebbe essere attuata tra la ‘Decima' e le forze dell'ordine…".

1951

Il 2 dicembre Junio Valerio Borghese viene acclamato presidente onorario del MSI . In questa occasione lancia "un appello ai combattenti": "L'alta carica conferitami dagli organi direttivi del Movimento è per me una consegna che accetto con spirito di disciplina, con la convinzione di compiere un dovere. Rivolgo un appello a tutti gli iscritti e gli amici del Movimento perché, mantenendosi a contatto di gomito, stringano ancor più le file e costituiscano un blocco compatto e disciplinato, non solo per resistere all'urto delle forze che da due parti cercano di sopraffarci, ma per costituire altresì il centro di adunata per tutti coloro che, dopo i tragici avvenimenti che hanno percorso il nostro Paese negli ultimi anni, sono oggi con noi concordi sull'assoluta necessità di ripristinare l'ordine spirituale e materiale del Paese. In particolare mi rivolgo ai combattenti di tutte le armi e di tutte le guerre perché, rompendo gli indugi in questo difficile momento, accorrano sotto l'insegna tricolore del nostro Movimento e vogliano, con l'apporto del loro spirito e delle loro energie sempre presenti quando è la Patria che chiama, partecipare alla lotta ideologica e politica che deve ridarci il frutto dei combattimenti sostenuti e dei sacrifici compiuti, in terra in mare e in cielo, su tutti i fronti delle nostre guerre. Con la disciplina, il sacrificio personale e con il tenace lavoro, noi perverremo alla nostra meta: restituire all'Italia onore, indipendenza e libertà"

1952

Il 12 aprile «il segretario del dipartimento della Difesa americano approva definitivamente il ‘Piano Demagnetize', ovvero "piano di operazioni psicologiche per la riduzione del potere comunista in Italia e in Francia", pianificato dallo ‘Psycological strategy board', da condurre a cura del Dipartimento di stato e degli ambasciatori a Roma e Parigi, assistiti da un comitato di esperti»

1953

A giugno rientra in Italia dagli Stati Uniti Luigi Cavallo per realizzare un programma di eliminazione dei comunisti alla FIAT. Torna in Italia anche Edgardo Sogno per organizzare il movimento "Pace e Libertà", con l'appoggio totale della CIA, dopo aver seguito a Parigi i corsi del "Defense College" per la guerra psicologica. Scriverà Edgardo Sogno: "Nel luglio del 1953, per iniziativa della presidenza del Consiglio, mi veniva nuovamente proposto un incarico di carattere eccezionale e riservato (organizzazione della difesa psicologica e delle istituzioni democratiche) in ripresa di un'operazione avviata nel 1948 per iniziativa del ministro Sforza nel quadro delle attività svolte in base al Piano Marshall".

Nel luglio del 1953, per iniziativa della presidenza del Consiglio (Governo De Gasperi) viene affidato a Edgardo Sogno un incarico di carattere eccezionale e riservato (organizzazione della difesa psicologica delle istituzioni democratiche) in ripresa di una operazione avviata nel 1948 per iniziativa del ministro Sforza nel quadro dell'attività svolta in base al piano Marshall. L'azione svolta per il tramite del comitato ebbe tre fasi principali: in un primo periodo (fino all'ottobre 1954) essa si concretò nella realizzazione di un progetto consistente nel contrapporre l'azione degli organi promotori e coordinatori della propaganda occidentale alla costante iniziativa sovietica nel campo della informazione. Nel secondo periodo (ottobre 1954 - giugno 1955) il comitato assolse funzioni specifiche nel quadro dei provvedimenti adottati dal Governo Scelba per la difesa delle istituzioni, assumendo compiti di punta che non potevano essere affidati a organi governativi. Nel terzo periodo (dopo il giugno 1955) il comitato ridusse progressivamente l'azione esterna per concentrarsi su compiti di carattere riservato sempre nel campo della difesa psicologica.

Il 16 ottobre un appunto del Sifar [i servizi segreti italiani comandati dal Gen. De Lorenzo] afferma che il movimento Pace e Libertà "si dovrebbe persino sostituire alla polizia specie nello schedare gli attivisti del Pci e le maestranze comuniste…Risulta in modo certo che il conte Sogno…ha già avuto finanziamenti dal prof. Valletta, della Fiat, dal noto industriale Viberti di Torino e dai fratelli Pirelli di Milano".

1954

Il 2 gennaio la Questura di Milano trasmette al Viminale una nota con la quale informa che Edgardo Sogno "avrebbe proposto la formazione di speciali squadre di azione anticomuniste costituite da ex partigiani e da elementi neofascisti".
Il 22 stila una nota informativa relativa al movimento Pace e libertà e ai rapporti fra Edgardo Sogno ed i servizi segreti britannici: "Gli organi informativi inglesi tentano di stabilire contatti con elementi responsabili del Msi al fine di controllare l'attività di detto partito e immettervi anche elementi propri...A Milano, gli inglesi si servono del noto movimento Pace e Libertà, diretto da Sogno, Bolla e Vigorelli, notoriamente asserviti ai servizi anglo- americani. A questo scopo Sogno, dopo i primi approcci indiretti con esponenti giovanili del Msi...avrebbe offerto a costoro somme sufficienti per l'organizzazione di squadre armate, assicurandoli di ogni protezione da parte del ministero dell'Interno e dell'appoggio degli organi della Nato per l'Europa centra1e"»

Il 16 aprile un alto funzionario del ministero degli Interni, rimasto anonimo, redige un rapporto per conto del capo della polizia e della divisione Affari riservati sul conto di Edgardo Sogno e di Pace e libertà: "Approfittando del soggiorno a Milano ho ritenuto opportuno prendere contatti concreti e conclusivi con il dottor Edgardo Sogno, da me conosciuto durante la guerra di liberazione... Sono stato appoggiato a lui, con particolari credenziali, dall'onorevole Enzo Selvaggi del Pnm... L'opera di propaganda e di forza del movimento Pace e libertà esorbita dalle limitazioni osservate da analoghe organizzazioni a carattere cattolico, quali i Comitati civici e Civiltà cattolica, ponendosi su un piano di lotta aperta e a oltranza, con organizzazione paramilitare….". L'anonimo prosegue parlando del "centro di sicurezza" che costituisce l'apparato occulto di Pace e libertà: "Il centro di sicurezza raccoglie gruppi di partigiani autonomi, nonché di giovani volontari di Pace e libertà, organicamente costituiti in reparti da impiegarsi in azione controrivoluzionaria qualora il potere dovesse passare di mano alla sinistra anche se ciò dovesse, malauguratamente, avvenire attraverso consultazioni elettorali... Sogno ha preso diretto contatto, recentemente, con il presidente del Consiglio onorevole Scelba. Dell'esito di tale contatto egli ha trasmesso una succinta, ma delicata, relazione alle autorità dalle quali dipende (non esattamente definite)... Sogno gode di un certo appoggio da parte di elementi dell'Ambasciata americana (segreteria signora Luce)". E infine conclude: "A mio giudizio Sogno lavora con eccessiva spregiudicatezza e superficialità...egli va e viene da Roma seguito dal dottor Cavallo (ex comunista); opera nel triangolo Milano – Genova – Torino. Dispone di potenti autovetture Fiat (1900). E' in vista, ama la popolarità".

Il 25 maggio in un appunto del Sifar, si rileva che "Jean Paul David, fondatore del movimento Paix et libertè, è in stretti rapporti con gli esponenti americani della Nato e di recente ha fatto dei viaggi negli Usa dove è stato ricevuto da Eisenhower… Il David e il Sogno si sono recati a Roma per far visita all'ambasciatore degli Usa, Luce, ed al presidente del Consiglio, Scelba, per ottenere un congruo finanziamento per l'intensificazione della propaganda anticomunista in Italia".

Il 13 luglio in una circolare di Pace e libertà, costituita in ‘Comitato di difesa nazionale', si indicano i compiti che l'organizzazione deve svolgere: "... Raccogliere gli indirizzi degli attivisti di tutte le organizzazioni cominformiste (Pci, Cgil, Udi, Fgci, ecc.)… Iscrivere su un libro nero tutti gli elementi comunisti che occupano posti di responsabilità nell'amministrazione pubblica e nelle principali aziende con scheda biografica per ognuno di essi. Costituire una rete informativa anticomunista in tutta la provincia, rete che deve essere clandestina ed assolutamente indipendente dall'organizzazione... Formare una squadra con compiti speciali".

Il 12 settembre un appunto del Sifar riferisce: "Il noto dottor Luigi Cavallo, del movimento Pace e libertà si è recato a Berlino occidentale, dove ha preso contatto con esponenti del movimento Freiheit (Libertà) e con alcuni funzionari dipendenti dal Generale Gehlen, già delle Ss e attualmente capo di un'organizzazione informativa germanica. Sarebbe stato fra l'altro convenuto: con il movimento Freiheit mutuo scambio di materiale anticomunista... Con il servizio Gehlen mutuo scambio di dati e notizie che comunque possano essere utilizzate nella campagna anticomunista nei due paesi"

1969

9 agosto. Otto attentati scuotono l’Italia e si registrano 12 feriti. E’ l’inizio della strategia della tensione.

19 novembre. Durante una manifestazione a Milano muore l’ agente di polizia Antonio Annarumma , che colpito da una spranga mentre guidava un gippone ha perso il controllo e si è schiantato contro un’altra jeep della polizia. Non è chiaro se il tubo da cui è stato colpito sia rimbalzato da un’impalcatura dopo lo scontro delle auto, o sia stato lanciato da un manifestante. Sembra ci sia un filmato che dimostri la veridicità della prima ipotesi, ma questo non è mai stato reperito.

12 dicembre . Strage di piazza Fontana. Nella banca dell’ Agricoltura in piazza Fontana a Milano, una bomba provoca la morte di 17 persone e il ferimento di 88. Bombe esplodono anche a Roma alla Bnl di via Veneto, dove rimangono ferite 16 persone, e alla tomba del milite ignoto.

15 dicembre. Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico tra i sospettati della strage di piazza Fontana muore dopo esser precipitato dal quarto piano della questura dove è interrogato dal commissario Calabresi. I poliziotti sostengono che sconvolto dall’interrogatorio si sia gettato da solo, mentre la sinistra dichiara che sia stato spinto. La verità sulla sua morte non è mai stata svelata.

16 dicembre. Accusato dal tassista Cornelio Rolandi viene arrestato per la strage di piazza fontana Pietro Valpreda. A Roma vengono arrestati alcuni anarchici tra i quali Mario Merlino per gli attentati del 12 dicembre, questi però risulterà un neo fascista infiltrato dai servizi segreti.

1970

14 luglio. Inizia la prima fase della rivolta di Reggio Calabria scatenate da una disputa con Catanzaro per la sede del capoluogo della regione.

7 settembre. A Reggio Calabria sono compiuti 4 attentati dinamitardi.

9 settembre. Bombe sui treni a Reggio Calabria dove riprende la rivolta in cui spicca l’Msi con a capo Ciccio Franco, del comitato d’ azione. Si susseguono gli scontri al grido di "boia chi molla".

17 settembre. A Milano, in via Moretto da Brescia una bomba fa esplodere l’ autorimessa di Giuseppe Leoni direttore centrale della siemens. Sulla porta del c’è la scritta "Brigate Rosse".

30 settembre. Il Ministro degli interni Restivo annuncia che dal 14 luglio al 23 settembre a Reggio Calabria ci sono stati tredici attentati dinamitardi, sei assalti alla prefettura, quattro alla questura.

5 ottobre. Un gruppo di estrema sinistra rapisce a Genova Sergio Gadolla.

1 dicembre. Il divorzio è legge dello Stato .

7 dicembre. Junio Valerio Borghese insieme al missino Sandro Saccucci tenta un golpe. I due si introducono per alcune ore nel ministero degli interni.

1971

25 gennaio. Inizio "ufficiale" del terrorismo. La stella rossa a cinque punte fa la sua prima comparsa con il commando di brigatisti che collocano bombe incendiarie sotto ad altrettanti autocarri, distruggendone tre, sulla pista di Lainate dove la Pirelli prova i suoi pneumatici.

4 febbraio. Viene lanciata una bomba contro la folla, dopo una manifestazione antifascista; a Catanzaro. L’operaio socialista Giuseppe Malacaria rimane ucciso dall’esplosione che provoca anche il ferimento di altre sette persone.

16 febbraio. Catanzaro è capoluogo regionale, Reggio Calabria sede del consiglio regionale. A Reggio ricomincia la protesta.

17 marzo. Il governo rende noto il tentativo di golpe di Valerio Borghese, che colpito da mandato di cattura si rifugia in Spagna.

26 marzo. Alessandro Floris viene ucciso, durante una rapina, dal componente del gruppo di estrema sinistra XXII ottobre Mario Rossi. L’identificazione e l’arresto del Rossi porterà anche alla cattura dei componenti della banda che aveva rapito Gadolla.

16 luglio. Muore a Milano , Cornelio Rolandi di infarto polmonare (la stessa sindrome che colpisce i testimoni dell'assassinio di Kennedy) il principale accusatore di Valpreda nell’ inchiesta su piazza Fontana.

26 agosto. Il sostituto procuratore della Repubblica di Milano emette due avvisi di garanzia, uno per il capo dell’ufficio politico della questura di Milano Antonio Allegra e l’ altro per il commissario Calabresi, per la morte di Pinelli.

5 ottobre. Viene emesso un avviso di garanzia per tutti i presenti nella stanza della questura di Milano, nel momento in cui Pinelli precipitò.

24 novembre. Alla Statale di Milano, la polizia interviene contro un corteo non autorizzato. Settantadue i feriti undici gli arrestati

1972

3 marzo. Viene arrestato Pino Rauti, fondatore di Ordine Nuovo, su mandato del procuratore di Treviso, con l’accusa di ricostituzione del partito fascista, e perchè implicato negli attentati del’69 e nella strage di piazza Fontana. Sarà rilasciato per mancanza di indizi.

11 marzo. Gravi incidenti a Milano durante una manifestazione della sinistra extraparlamentare. Vengono lanciate bottiglie molotov contro la sede del Corriere della Sera, giudicato essere il portavoce dei conservatori autodefinitisi "maggioranza silenziosa".

15 marzo. Viene ritrovato il corpo dell’editore Giacomo Feltrinelli, capo e ideologo dei GAP, ucciso dall’esplosione di un ordigno, mentre cercava di minare un traliccio dell’alta tensione a Segrate, nei pressi di Milano.

7 maggio. Muore in carcere per un trauma cranico riportato durante scontri con la polizia, l’anarchico Franco Serantini.

17 maggio. Il commissario Luigi Calabresi, è assassinato sotto la sua abitazione di Milano. Verrà prima accusata l’estrema destra e arrestati Giovanni Nardi e Luciano Bruno Stefanò. Poi nel 1988, dopo le dichiarazioni del pentito Leonardo Marino verrà incriminato come mandate Adriano Sofri, leader di Lotta Continua nel 1972.

26 agosto. Il militante di Lotta Continua, Mario Lupo, è assassinato, in un agguato a Parma, da esponenti
dell’estrema destra.

27 agosto. Il giudice di Milano Franco D’Ambrosio, incrimina i neonazisti Franco Freda e Giovanni Ventura, per la strage di piazza Fontana

20 ottobre. Tre avvisi di reato , per omissione di atti d’ufficio nelle indagini sulla strage di piazza Fontana,sono inviati a Elvio Catenacci, dirigente degli affari riservati del Ministero degli interni, al questore di Roma Bonaventura Provenza e al capo dell’ufficio politico della questura di Milano Antonino Allegra.

21 ottobre. Rimangono ferite sei persone, durante i numerosi attentati ai treni che portano metalmeccanici a Catanzaro, per la conferenza sul mezzogiorno organizzata da Cgil, Cisl e Uil..

29 dicembre. Torna libero Pietro Valpreda. Viene infatti approvata una legge che prevede la possibilità di accordare la libertà provvisoria anche per i reati in cui è obbligatorio il mandato di cattura.

1973

17 gennaio. Adamo Degli Occhi è aggredito a Milano. Leader della maggioranza silenziosa, coinvolto nelle indagini sulle trame nere, verrà arrestato nel luglio del 1974.

23 gennaio. Roberto Franceschini e Roberto Piacentini rimangono feriti negli scontri con la polizia alla Bocconi. Franceschini morirà poi in ospedale.

5 febbraio. Capanna Liverani e Guzzini, leader del Movimento studentesco, vengono arrestati per l’aggressione del rettore della Statale di Milano, Mario Schiavinato.

21 febbraio. Contestato a Napoli e Roma un disegno di legge che vuole reintrodurre il fermo di polizia. Ferito l’extraparlamentare Vincenzo Caporale, colpito da un candelotto, morirà il 22.

7 aprile. L’esponente dell’estrema destra , Nico Azzi, rimane ferito dallo scoppio di un detonatore, mentre cerca di posizionare una carica di tritolo sulla tratta ferroviaria, Roma-Torino. Verrà arrestato.

12 aprile. Muore colpito da una bomba l’agente Antonio Marino, durante scontri con esponenti della destra, che protestavano contro il divieto da parte della Questura di Milano di far aver luogo in piazza Tricolore un comizio di Ciccio Franco.

16 aprile. Muoiono a Primavalle in Roma i figli del segretario della locale sezione missina, Stefano e Virgilio Mattei, in seguito ad un incendio doloso scoppiato nella loro abitazione. Verranno accusati, alcuni esponenti di Potere Operaio.

15 maggio. Avvisi di garanzia per Guido Giannettini e Guido Paglia, giornalisti di destra rientrati nelle indagini su piazza Fontana. Il primo si rivelerà un agente del Sid.

17 maggio. Il sedicente anarchico Gianfranco Bertoli, lancia una bomba contro la questura di Milano e provoca la morte di quattro persone. Si saprà poi che il Bertoli è legato , al gruppo eversivo "La Rosa dei Venti", ai Servizi Segreti dell'Esercito, nonchè membro dell'organizzazione paramilitare legata alla CIA denominata "Gladio".

24 maggio. Accordata l’ autorizzazione a procedere contro il segretario dell’ Msi , Giorgio Almirante, per ricostituzione del partito fascista.

28 giugno. Rapito dalle BR , il dirigente dell’Alfa Romeo, Michele Marcuzzi.

12 novembre. Primi arresti, a La Spezia e a Padova , che porteranno alla scoperta della organizzazione eversiva "Rosa dei Venti". Tramite le indagini del giudice Tamburrino, si scoprirà che la Rosa dei Venti è un’organizzazione parallela al Sid, in contatto, a livello internazionale, a strutture nel quadro Nato, nate per combattere il comunismo con ogni mezzo.

22 novembre. Viene sciolta l’ organizzazione "Ordine nuovo" fondata da Pino Rauti, e arrestati 30 dei suoi militanti, per ricostituzione del partito fascista.

10 dicembre. Rapito dalle BR, Ettore Amerio, direttore del personale della Fiat.

1974

13 gennaio. Il colonnello Amos Spiazzi, uno dei principali esponenti della trama eversiva Rosa dei Venti, viene arrestato a Padova.

18 aprile. A Genova viene rapito, dalle BR il giudice Mario Sossi, pubblico ministero al processo contro il gruppo XXII ottobre.

6 maggio. Le BR, chiedono la scarcerazione, dei detenuti appartenenti al gruppo XXII ottobre, in cambio del rilascio del Giudice Sossi .

9 maggio. Rivolta nel carcere di Alessandria sedata dall’ intervento dei carabinieri. Sette i morti, di cui cinque ostaggi dei detenuti e quattordici i feriti.

20 maggio. Le BR fanno sapere di aver condannato a morte il giudice Sossi. La Corte d’appello di Genova concede la libertà provvisoria e il nulla osta per il passaporto agli otto detenuti del XXII ottobre.

23 maggio. Viene liberato Sossi, senza che però i detenuti siano stati rilasciati.

28 maggio. A Brescia, in piazza della Loggia, durante una manifestazione sindacale, l’esplosione di un ordigno, provoca la morte di otto persone. La strage, attribuita all’estrema destra, rimarrà impunita.

30 maggio. A Pian di Rascino (RI), rimane ucciso Giancarlo Esposti, esponente di Avanguardia nazionale, in un conflitto a fuoco con i carabinieri che scoprono un campo di addestramento paramilitare dell’estrema destra.

17 giugno. Le BR, uccidono Giuseppe Mazzola e Graziano Girolucci nella sede dell’Msi di Padova.

4 agosto. Una bomba esplode nella vettura n.5 del treno Italicus, l’espresso Roma-Monaco, provocando la morte di dodici persone. I mandanti e gli esecutori della strage, attribuita alle trame nere, non saranno mai individuati.

8 settembre. Renato Curcio e Alberto Franceschini, leader delle BR, sono arrestati a Pinerolo grazie alle informazioni fornite da Silvano Girotto, "frate Mitra", infiltrato nelle BR dal Generale Dalla Chiesa che aveva istituito un gruppo speciale antiterroristico.

15 ottobre. Muore a Robbiano di Mediglia (MI) Felice Maritano durante un’operazione in un covo delle BR, ad ucciderlo è il brigatista Roberto Ognibene.

29 ottobre. Due aderenti ai Nap, Luca Mantini e Giuseppe Romeo, sono uccisi dai carabinieri mentre tentano una rapina alla Cassa di Risparmio di Firenze.

30 ottobre. Vengono arrestati a Torino Prospero Gallinari e Alfredo Buonavita, esponenti delle BR.

5 dicembre. Un commando di Autonomia Operaia uccide durante una rapina allo zuccherificio SII di Argelato (BO), il carabiniere Andrea Lombardini.

1975

24 gennaio. Il terrorista Mario Tuti uccide due carabinieri, Leonardo Falco e Giovanni Ceravolo, giunti ad arrestarlo nella sua abitazione. Tuti ripara in Francia dove sarà arrestato il 27 luglio e successivamente estradato.

18 febbraio. Un commando di quattro persone aiuta ad evadere Renato Curcio dal carcere di Casal Monferrato (Al).

28 febbraio. Il militante del Fuan Mikis Mantakas, viene ucciso da un colpo di pistola, a Roma.

2 aprile. Un attentato distrugge l’abitazione di Gaetano Arfè, direttore del quotidiano socialista "Avanti".

16 aprile. Claudio Varalli è ucciso a Milano, al termine di una manifestazione, con un colpo di pistola dai neofascisti di Avanguardia nazionale.

6 maggio. I Nap sequestrano il magistrato Giuseppe di Gennaro. A Viterbo tre detenuti dei NAP si barricano con tre ostaggi e chiedono un salvacondotto in cambio della liberazione di Di Gennaro che sarà rilasciato l’11 senza condizioni.

15 maggio. Viene gambizzato nella sua abitazione dalle BR il capogruppo della DC a Milano, Massimo De Carolis.

5 giugno. A sole 24 ore dal rapimento dell’industriale Vittorio Gallarino Gancia, i carabinieri circondano il casolare di Arzello dove è tenuto prigioniero. Nel conflitto a fuoco muoiono il carabiniere Giovanni D’Alfonso e la brigatista Margherita Cagol.

8 luglio. Nel covo di Tor di Quinto a Roma viene uccisa da un agente dell’antiterrorismo, la nappista Anna Maria Mantini.

6 ottobre. Bernard Leighton Guzman, presidente della DC cilena durante il governo Allende, esule in Italia è ferito gravemente a colpi di pistola.

29 ottobre. Viene ucciso, a colpi di fucile, Mario Ziccheri, davanti alla sede dell’Msi di Prenestino, a Roma.

1976

18 gennaio. Renato Curcio viene arrestato per la seconda volta. Dopo 20 minuti di sparatoria il brigatista ferito si arrende.

9 febbraio. Viene ucciso dai Nap il brigadiere Tuzzolino.

24 marzo. I giornali danno notizia dell’arresto di Giorgio Semeria, uno dei capi storici delle BR.

8 giugno. Viene ucciso dalle BR il giudice Coco, accusato dai brigatisti di essere il duro, della procura genovese, e di aver fatto fallire lo scambio tra Sossi e i gappisti del XXII ottobre.

10 luglio. Il giudice Occorsio viene assassinato sotto la sua abitazione. L’omicidio è rivendicato da Ordine Nuovo.

10 ottobre. Una delle prime azioni di Prima Linea è l’assalto alla sede della DC di Torino. Tra i componenti del commando c’è Marco Donat Cattin, figlio di uno dei massimi esponenti democristiani.

29 novembre. Cinque esponenti di Prima Linea irrompono nella sede del gruppo dirigenti della Fiat a Torino, incatenano gli impiegati, espropriano i soldi che trovano, e scrivono con una bomboletta spray, il nome :"Prima Linea". E' la prima comparsa della sigla.

12 dicembre. Il nappista Martino Zichitella muore a Roma in un’azione contro, Alfonso Noce, responsabile dei servizi di sicurezza per il Lazio.

14 dicembre. Muore durante uno scontro a fuoco con la polizia il brigatista milanese Walter Alasia.

1977

21 gennaio. Le nappiste, Vianale e Salerno, evadono dal carcere femminile di Pozzuoli.

12 marzo. Prima Linea colpisce l’agente torinese della Digos, Giuseppe Ciotta. L’azione ha scopo di rappresaglia nei confronti della polizia, ritenuta responsabile della morte dello studente Francesco Lorusso.

28 aprile. Le BR uccidono, a Torino, Fulvio Croce, presidente dell’Ordine degli avvocati, che doveva designare i difensori nel processo Curcio.

12 maggio. Un colpo di pistola esploso dalla polizia uccide la diciannovenne Giorgiana Masi, durante una manifestazione organizzata a Roma dai radicali per festeggiare l'anniversario della vittoria nel referendum sul divorzio.

19 maggio. Vengono incendiati, da militanti di Prima Linea, i magazzini della Sit Siemens e della Magneti Morelli di Milano.

2 giugno. Viene "gambizzato", a Milano, Indro Montanelli direttore del Giornale Nuovo. I brigatisti attaccando i giornalisti, intendono colpire "Gli uomini e gli strumenti, della guerra psicologica."
A Torino vengono fermati 4 esponenti di Prima Linea, sorpresi mentre tentano di minare la rete tranviaria cittadina. Si tratta di Valeria Cora, Riccardo Borgogno, Cesare Rambaudi e Marco Fagiano.

16 novembre. I brigatisti colpiscono Carlo Casalegno, vicedirettore della Stampa. E’ la prima volta che i brigatisti sparano ad un giornalista con l’intenzione di ucciderlo.

1978

8 marzo. Si apre a Torino il processo ad alcuni esponenti storici delle BR.

16 marzo, ore 9.15. In via Mario Fani i brigatisti rossi rapiscono il presidente della DC Aldo Moro. Poche ore dopo Moro avrebbe dovuto partecipare, a Montecitorio, al dibattito sulla fiducia al quarto governo Andreotti. Nell'agguato vengono uccisi i carabinieri Domenico Ricci e Oreste Leonardi e i tre poliziotti dell'auto di scorta Raffaele Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.

16 marzo, ore 10. Le Brigate rosse telefonano all'Ansa e comunicano di aver rapito il presidente della DC.

16 marzo, ore 10. Il presidente della Camera Pietro Ingrao sospende la seduta e annuncia il rapimento di Aldo Moro.

16 marzo, ore 11. Cgil, Cisl e Uil proclamano lo sciopero generale.

18 marzo. Dopo i funerali degli uomini della scorta di Moro, alle 12 le Brigate rosse telefonano al quotidiano romano "Il Messaggero" e indicano una cabina telefonica in cui viene trovato il "Comunicato n.1" con la fotografia del presidente della Dc. Le Brigate rosse comunicano che Moro è in una "prigione del popolo" in quanto responsabile "dei programmi controrivoluzionari della borghesia imperialista".

19 marzo. Dalla finestra del suo studio Paolo VI lancia il primo appello ai rapitori di Moro.

20 marzo. A Torino, durante il processo a Renato Curcio, le Brigate rosse rivendicano la responsabilità politica del rapimento.

21 marzo. Il governo approva il decreto antiterrorismo: trent'anni di carcere per i terroristi, ergastolo in caso di morte dell'ostaggio; la polizia può fermare, interrogare e ascoltare le telefonate sospette.

23 marzo. Il Pci comunica la sua posizione ufficiale: lo Stato non deve trattare con le Brigate rosse.

25 marzo. A Torino, Roma, Milano e Genova le Brigate rosse fanno trovare il "Comunicato n.2", in cui annunciano di aver cominciato il "processo popolare" contro Moro.

29 marzo. "Sono sotto un dominio pieno e incontrollato dei terroristi". Le BR fanno trovare il "Comunicato n.3": una lettera al ministro degli Interni Francesco Cossiga in cui Moro accenna alla possibilità di uno scambio.

30 marzo. La direzione della Democrazia Cristiana respinge ogni trattativa. Comincia la "linea dura". Alcuni giorni dopo la stessa decisione viene confermata dai cinque partiti della maggioranza.

2 aprile. Paolo VI, durante l'Angelus, rivolge il secondo appello alle Brigate rosse.

4 aprile. Il "Comunicato n.4" delle Brigate rosse è una copia della lettera di Moro al segretario della DC Benigno Zaccagnini: "Moralmente sei tu ad essere al mio posto, dove materialmente sono io".

7 aprile. Il quotidiano milanese "Il Giorno" pubblica una lettera di Eleonora Moro: la moglie del presidente della DC si dissocia dalla "linea dura" .

10 aprile. "Comunicato n.5": una lettera autografa di Aldo Moro, in cui il presidente DC sostiene l'ipotesi delle trattative e attacca il suo compagno di partito Taviani.

15 aprile. Il "Comunicato n.6" annuncia la fine del "processo popolare" ad Aldo Moro e ne stabilisce la condanna a morte.

17 aprile. Amnesty International si offre come mediatore, e il segretario dell'Onu Kurt Waldheim lancia il suo primo appello.

18 aprile. In via Gradoli 94, a Roma, viene scoperto un covo delle Brigate rosse. Un comunicato, il n.7, che poi si rivelerà falso, annuncia che Moro è stato ucciso: il suo corpo si troverebbe nel lago della Duchessa.

20 aprile. Alla redazione di "Repubblica" arriva il vero "Comunicato n.7": Moro è fotografato con una copia del quotidiano del 19 aprile. E' il comunicato dell'ultimatum: "Scambio di prigionieri o lo uccidiamo". Lo stesso giorno Moro scrive a Zaccagnini, e lo rimprovera per la sua intransigenza.

21 aprile. La direzione della DC ribadisce la "linea dura", ma la famiglia di Moro chiede di accettare le condizioni della Br. La direzione del Psi rompe ogni indugio e si dichiara favorevole a trattare.

22 aprile. Paolo VI lancia il suo terzo mesaggio: "Io scrivo a voi, uomini delle Brigate rosse...". Anche il segretario dell'Onu Waldheim rivolge il secondo appello alle BR.

24 aprile. Il "Comunicato n.8" detta le condizioni per la liberazione di Aldo Moro: la liberazione di tredici brigatisti detenuti, tra cui Renato Curcio.

29 aprile. Moro scrive alla Democrazia cristiana: "Lo scambio è la sola via d'uscita".

30 aprile. Moro scrive a Giovanni Leone, ad Amintore Fanfani, a Pietro Ingrao e a Bettino Craxi. Alle 16.30 un brigatista telefona a casa della famiglia Moro: per salvare la vita al presidente della DC serve un immediato intervento di Zaccagnini.

5 maggio. Andreotti ribadisce il "no" alle trattative. Poche ore dopo, nel "Comunicato n.9", la Brigate rosse scrivono: "Concludiamo la battaglia cominciata il 16 marzo eseguendo la sentenza a cui Aldo Moro è stato condannato".

7 maggio. Viene pubblicata la lettera di Aldo Moro alla moglie: "Cara Norina, ti bacio per l'ultima volta".

8 maggio. Moro scrive l'ultima lettera alla famiglia.

9 maggio. Alle 13.30, in via Caetani, a metà strada tra le sedi nazionali del Pci e della Dc, in una Renault 4 rossa viene trovato il cadavere di Aldo Moro.

1979

24 gennaio. Viene ucciso il sindacalista della CGIL Guido Rossa, operaio alla Italsider di Genova, per aver scoperto e denunciato, Francesco Berardi, fiancheggiatore delle BR.

29 gennaio. Terroristi di PL, uccidono a Milano, Emilio Alessandrini, Il giudice che si occupò delle indagini sulla strage di piazza Fontana.

23 febbraio. Vengono condannati all’ergastolo dalla Corte D’Assise di Catanzaro, Franco Freda e Giovanni Ventura entrambi personaggi noti dell’eversione nera. I due saranno poi assolti per insufficienza di prove.

28 febbraio. Matteo Caggegi e Barbara Azzaroni, terroristi di PL, muoiono a Torino in uno scontro a fuoco con la polizia.

9 marzo. Alcuni terroristi di Prima Linea, organizzano in un bar di Torino, un’ azione di rappresaglia contro la polizia. Nella sparatoria muore un passante, lo studente Emanuele Iurilli.

20 marzo. Viene trovato morto nel suo ufficio, Mino Pecorelli, direttore del notiziario OP spesso utilizzato dai Servizi segreti.

7 aprile. Antonio Negri, i sui fedelissimi e alcuni dirigenti di Potere operaio, vengono arrestati in quanto accusati di essere la direzione strategica delle BR.

18 luglio. Viene assassinato da un commando di Prima Linea, il proprietario del bar dove erano rimasti uccisi Azzaroni e Caggegi.

21 settembre. Il responsabile della pianificazione alla Fiat, Carlo Ghiglieno, viene ucciso da PL, a Torino.

11 dicembre. Un gruppo di persone, appartenenti a Prima Linea, si impadronisce per circa un’ora, dell’istituto di amministrazione aziendale Valletta a Torino. Fra le persone rastrellate e raggruppate dai terroristi nell’aula Magna della scuola, ne vengono scelte dieci, tra cui cinque studenti e cinque professori che vengono gambizzate.

1980

8 gennaio. I carabinieri Tatulli, Cestari e Santoro, vengono uccisi a Milano dalle BR.

25 gennaio. Prima Linea uccide a Genova, Emanuele Tuttobene, tenente colonnello e Antonio Casu suo autista.

28 gennaio. Le BR uccidono a Venezia, il vicedirettore del petrolchimico di Marghera, Silvio Gori.

31 gennaio. A Milano, la casalinga Anna Maria Minci, viene uccisa per errore dai carabinieri.

2 febbraio. Paolo Paoletti, responsabile della produzione della Icmesa di Seveso, e ucciso a Monza da Prima Linea.

6 febbraio. Il carabiniere Maurizio Arnesano, di diciannove anni, e ucciso a Roma dai terroristi neri dei NAR.

7 febbraio. Il testimone d’accusa per i processi sulla morte di Alessandrini e Torregiani, William Waccher, è assassinato da PL.

12 febbraio. Vittorio Bachalet, vicepresidente del Csm e professore di diritto amministrativo, è ucciso dalle BR all’Università di Roma.

18 febbraio. Vengono catturati i due brigatisti Rocco Micaletto e Patrizio Peci.

22 febbraio. I NAR uccidono a Roma lo studente Valerio Verbano.

16 marzo. Le Brigate Rosse assassinano il procuratore capo della repubblica di Salerno, Nicola Giacumbi.

18 marzo. E’ ucciso dalle BR, a Roma, il consigliere della Corte di cassazione, Girolamo Minervini. PL uccide a Milano il giudice Galli.

28 marzo. Perdono la vita i brigatisti Betassa, Panciarelli e Durante, sorpresi dalla polizia nel covo di via Fracchia, a Genova.

12 maggio. Alfredo Albanesi, dirigente della Digos, trova la morte a Venezia per mano delle BR.

19 maggio. L’ assessore al bilancio e consigliere regionale DC, Pino Amato, è assassinato a Napoli dalle BR.

28 maggio. Il poliziotto Franco Evangelista viene ucciso dai NAR a Roma. A Milano viene assassinato dai piellini, l’ inviato del Corriere della Sera Walter Tobagi.

19 giugno. Nel carcere delle Nuove di Torino viene ucciso dai brigatisti Pasquale Viale.

23 giugno. Il giudice Mario Amato, viene assassinato a Roma dai NAR.

27 giugno. 81 persone muoiono in un incidente aereo. Un DC9 dell’Itavia precipita nei pressi dell’ isola di Ustica.

2 luglio. Il detenuto nel carcere di Cuneo, Ugo Benazzi, viene ucciso dai NAP.

2 agosto. Muoiono 85 persone, a causa dell’esplosione di un ordigno nella sala d’aspetto della stazione di Bologna.

11 agosto. I carabinieri Cucuzzoli e Cortellessa vengono uccisi da PL vicino Viterbo.

27 ottobre. Biagio Inquinto e Francesco Zarrillo, due detenuti comuni nel carcere di Badde ’e Carros (NU), sono uccisi durante una rivolta dalle BR.

12 novembre. Viene ucciso a Milano dalle BR, il direttore del personale della Magneti Marelli, Renato Briano.

28 novembre. Il direttore tecnico della Falck, Manfredo Mazzanti, è assassinato, a Milano, dalle Brigate Rosse.

1 dicembre. Muore il direttore sanitario del carcere di Regina Coeli, Giuseppe Furci, ucciso dalle BR..

12 dicembre. I brigatisti rapiscono il capo della direzione generale degli istituti di prevenzione e pena del ministero di Giustizia, Giovanni D’Urso.

24 dicembre. Il penitenziario dell’Asinara (SS) viene chiuso.

28 dicembre. Inizia l’insurrezione nel carcere di Trani. Sarà sedata il 29 dall’intervento dei Nocs.

31 dicembre. Enrico Galvaligi, responsabile dell’ufficio di coordinamento delle carceri, è assassinato a Roma dalle BR.

1981

6 gennaio. I NAR uccidono Luca Peruzzi, esponente dell’organizzazione di destra Terza Posizione.

15 gennaio. Viene liberato il giudice Giovanni D’Urso.

5 febbraio. In un agguato organizzato dai NAR vengono uccisi i due carabinieri Enea Condotto e Luigi Maronesi. Rimane ferito anche il terrorista nero Giusva Fioravanti.

4 aprile. Vengono arrestati a Milano i brigatisti Enrico Fenzi, Tiziana Volpi , Silvano Fadda e Mario Moretti.

13 aprile. Muore in carcere, ucciso dai fascisti Concutelli e Tuti il terrorista nero Ermanno Buzzi, condannato per la strage di Brescia.

27 aprile. Viene rapito dalle Brigate Rosse, Ciro Cirillo. Durante il rapimento vengono uccisi l’autista e l’agente di scorta.

6 maggio. Viene perquisita, la sede della Massoneria di palazzo Giustiniani a Roma, dopo la scoperta di alcuni documenti nella villa di Licio Gelli. Durante la perquisizione, vengono posti sotto sequestro dei documenti riguardanti la Loggia P2.

2giugno. Rapimento del dirigente dell’Alfa Romeo Sandrucci.

5 giugno. Luciano Rossi, tenente colonnello della Finanza e testimone sulla Loggia P2, è trovato morto a Roma.

6 giugno. L’assessore comunista Siola, viene ferito a Napoli dalle BR.

10 giugno. Le Brigate Rosse, rapiscono Roberto Peci fratello del pentito Patrizio.

23 luglio. Viene liberato il dirigente dell’Alfa, Renato Sanducci.

13 agosto. Ritrovamento del cadavere di Roberto Peci, alla periferia di Roma.

21 ottobre. I due poliziotti Francesco Straullo e Ciriaco Di Roma, vengono uccisi dai terroristi dei NAR , a Roma.

13 novembre. L’agente Eleno Viscardi è ucciso a Milano da Prima Linea.

5 dicembre. In una sparatoria con la polizia muore il terrorista nero Alessandro Alibrandi.

17 dicembre. Il generale americano, Lee Dozier, è rapito dalla BR a Verona.