Luigi Cipriani (1940 - 1992) è stata
una figura storica del movimento operaio italiano del dopoguerra. Operaio
alla Bicocca di Milano, aderì dal 1969 ai Comitati Unitari di Base -
organizzazioni spontanee di operai sorte dopo il 1968 in opposizione alle
Commissioni interne (le rappresentanze dei sindacati confederali elette
all'interno delle aziende e direttamente legate alle organizzazioni
sindacali nazionali). Il forte carisma personale e una lucida intelligenza
storica e politica lo portarono ben presto ai vertici del nuovo partito
della sinistra radicale sorto dalle lotte operaie degli anni Settanta:
Democrazia Proletaria, nelle cui liste venne eletto deputato (1987).
Come parlamentare partecipò ai lavori
della Commissione stragi creata durante la X legislatura. Fu in quel
contesto che Cipriani elaborò alcuni dei contributi più significativi per
la conoscenza della storia del nostro paese, studiando con uno zelo
straordinario carte processuali e documentazioni riservate che gli
permisero di dare uno dei contributi più importanti allo smascheramento
delle trame eversive che avevano caratterizzato la nascita della
Repubblica e la storia del Doppio Stato.
Vogliamo qui sottolineare la
singolarità di questo politico, schietto rappresentante del più acceso
radicalismo di sinistra, che dedicò gran parte delle sue fatiche alle
pagine di storia meno conosciute e forse meno considerate dalla sua stessa
parte politica. L'interesse dell'estrema sinistra italiana, per lo meno di
quella parlamentare, infatti, per le "teorie dei complotti" è sempre stato
- ed è tuttora, se vogliamo considerare gli eventi più recenti legati alla
tragedia dell'11 settembre - per lo meno molto tiepido. Poche le denunce,
nessuno sforzo per divulgare tra le masse le conoscenze man mano acquisite
da storici e ricercatori, quasi una certa freddezza nel considerare il
vero significato di eventi decisivi per la democrazia italiana come quelli
che in questa sezione del nostro sito cerchiamo faticosamente di
raccogliere e analizzare.
E' bene allora conoscere quello che
scrive la moglie di Cipriani in merito al significato di tali fatti e al
valore che la loro conoscenza può avere per la nostra democrazia: «A
metà legislatura venne istituita la Commissione parlamentare stragi, nella
quale Luigi si inserì dall'inizio e fu attivissimo. Non era solo l'amore
di giustizia a fargli cercare le verità celate dietro tanti delitti
impuniti, ma anche la consapevolezza, maturata in vent'anni di ricerca
politica, dell'esistenza di un potere reale, ben più forte di quello
emergente dai meccanismi della democrazia parlamentare: un potere
oligarchico, arrogante, intrecciato a quello criminale come a quello
statuale, operante senza alcun vincolo, che era stato in grado di
assestare una sconfitta decisiva al movimento operaio. Era la coscienza
dell'inutilità di tante battaglie della sinistra, tutte giocate sul
terreno istituzionale e formale e della necessità per contro di studiare
questo potere reale, per capirne i piani e le alleanze e quindi saperlo
combattere, per aprire nuovi spazi di azione politica.»
Alla morte di Cipriani, venne creata
una
fondazione a suo nome che raccoglie tutti gli scritti del
parlamentare, e la più grande "cronologia storica" del dopoguerra oggi
esistente in lingua italiana su Internet; la stessa da cui attingiamo
costantemente per l'aggiornamento della nostra sezione cronologica.
Dal sito della Fondazione Cipriani abbiamo così tratto una raccolta di
discorsi parlamentari che riteniamo di grande utilità per approfondire
alcuni dei grandi temi di questa sezione.